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Le Dogane senza straordinari guai a Genova, Spezia, Livorno

I sindacati hanno indetto la protesta perché non è stato risolto l’integrativo e al personale “vengono richiesti sacrifici sempre più mortificanti”

GENOVA – La protesta è già esplosa a Genova e in alcuni centri della Lombardia, ma minaccia di allargarsi a tutti i principali porti nazionali. Perché gli addetti delle Dogane non ne possono più di ritardi dei contratti, di “piccole miserie” che guardano al risparmio di pochi euro ma non alla produttività, di vessazioni sull’uso delle proprie auto per servizio, sull’imposizione di viaggi in 2ª classe anche per le missioni più lontane. Insomma, c’è rabbia e delusione.

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E dopo cinque mesi dalla disdetta del contratto integrativo nazionale, a Genova hanno bloccato dalla settimana scorsa gli straordinari del pomeriggio. Con la protesta, al momento inutile, di tutte le associazioni degli operatori che temono il sostanziale ingorgo ai controlli e quindi il blocco del porto e la fuga in altri scali. I quali tuttavia non stanno meglio: secondo il dirigente nazionale del sindacato Giovanni Pastorino, Genova ha solo aperto la strada e presto analoghe proteste ci saranno anche nei principali concorrenti, cioè La Spezia e Livorno.

In effetti anche il personale delle dogane dei due porti dell’alto Tirreno stanno organizzandosi: “Terremo quanto prima un’assemblea – conferma il rappresentante sindacale Dioguardi di Livorno – perché la situazione è insostenibile. Non si tratta solo di difendere i nostri diritti, ma anche di assicurare il corretto svolgimento dei servizi a vantaggio dell’intero porto. Cosa che con le nuove disposizioni, o con la mancanza di disposizioni, diventa sempre più difficile”.

Lo sciopero degli straordinari peraltro sarà a scacchiera, in modo da fare – se possibile – più danno ancora, in quanto le compagnie di navigazione e gli spedizionieri saranno costretti a “rimbalzare” navi e merci da uno scalo all’altro. Ma i doganieri sono esasperati. “Ci sono concorsi che sono stati aperti da tempo e non se ne vede la fine – dice ancora Dioguardi – sugli straordinari si è cominciato a cavillare in termini di servizio prolungato per risparmiare pochi spiccioli ma esasperando la gente, il blocco del contratto non dice niente di buono”. E poi ci sono le miserie, come le chiamano i doganieri, che esasperano: come appunto l’uso dell’auto propria senza adeguati rimborsi per i servizi, i viaggi “in tradotta o quasi”, e quell’esasperata ricerca delle economie che non è fatta – sempre secondo il personale – per razionalizzare davvero, ma solo per limare qua e la “senza costrutto”.

A Genova il blocco degli straordinari ha portato alla chiusura delle prestazioni dalle 18 alle 8 del mattino e dalle 14 del sabato fino alle 8 del lunedì. Ieri c’è stato un tentativo di mediazione. Ma l’ambiente, e non solo a Genova, è surriscaldato.

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Pubblicato il
1 Giugno 2011

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