Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Assoporti e la corsa al dopo Nerli

ROMA – Nessuno tocchi le Autorità portuali: è l’immediata replica di Luciano Guerrieri alla Spediporto. Viene in mente: chi tocca muore, oppure nessuno tocchi Caino. E Guerrieri, come scriviamo accanto, non è solo il presidente dell’Authority di Piombino ma anche il vicepresidente di Assoporti, cioè l’organo associativo di tutte quelle italiane.


[hidepost]

Risparmiatemi l’impegno di entrare nel merito della diatriba: Guerrieri ha esposto le sue ragioni, e come disse Antonio di Bruto nell’orazione funebre di Cesare, Guerrieri è un uomo d’onore. In quanto alla pasionaria Oliaro, non è certo la prima che chiede di ridurre le troppe Authorities portuali. Probabilmente con lo stesso successo che hanno coloro che chiedono di cancellare le Province, di tagliare le prebende dei politici o di ridurre l’affollatissimo parlamento italiano. Ci provano, a fronte di un’aula (parlamento) sorda e grigia.

C’interessa più in questo momento quanto succede all’interno di Assoporti: dove qualche giorno fa c’è stato un altro vertice per preparare la successione al presidente Francesco Nerli, ormai sullo scivolo per sua stessa dichiarata volontà dopo i mal di pancia di una parte dell’associazione. Si è scoperto – mi raccontano – che la presidenza di Assoporti all’improvviso ha una serie di candidati sempre più lunga e variegata, da destra e da sinistra.

Qualche nome? Vi dico quelli che circolano, più o meno sottovoce: Pasqualino Monti di Civitavecchia, che avrebbe i suffragi in particolare (ma non solo) dei contestatori della gestione Nerli; ma anche il presidente di La Spezia senatore Lorenzo Forcieri, stimato a destra e a sinistra (da cui proviene); e il presidente di Cagliari, anch’egli senatore Piergiorgio Massidda, che viene da destra ed è ugualmente considerato uno dei giovani più aperti al confronto e al dialogo. Lo stesso Luciano Guerrieri, che è vispo e inoltre uomo del dialogo (l’ha sempre tenuto aperto con il governo) ha i suoi sponsor.

Basta così? Sarebbe troppo facile. Qualche gola profonda parla di una candidatura (o autocandidatura, non ho capito bene) anche di Giuliano Gallanti, attuale presidente dell’Authority di Livorno. Che di numeri ne avrebbe parecchi, compreso l’aver presieduto la più vasta associazione dei porti dell’Europa: ma non si sa quanti voti raccoglierebbe tra i suoi colleghi, i quali sottolineano con un filo di malizia che la sua grande esperienza è anche dovuta a un’età in cui si dovrebbe forse pensare più ai nipoti che alle presidenze. E siccome anch’io ho la stessa età, posso dar loro ragione ma ovviamente me la prendo a male.

A.F.
[/hidepost]

Pubblicato il
4 Aprile 2012

Potrebbe interessarti

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio