Al via nella darsena di Pisa Seven Stars Marina&Shipyard
Un importante complesso con mega-hangar per yachts e banchine dedicate – L’impegno degli azionisti
PISA – Un’iniezione di fiducia, la dimostrazione concreta che forse la crisi della nautica non è poi così disperata come sembra e anche la certezza che l’area cantieristica sul canale dei Navicelli ha davvero molte carte da giocare. Significa tutto questo e non solo l’arrivo sulla riva est del canale pisano di un nuovo cantiere allestito nel grande capannone blu che si affaccia sulla Darsena “Panchetti”, a fianco delle strutture già occupate da Overmarine e Codecasa, sul quale è stato appena innalzato il grande marchio della Seven Stars Marina&Shipyard. Una scelta quella della Seven Star che appare fortemente – e felicemente – in controtendenza, ma che non è stata fatta a caso. All’inaugurazione sono intervenuti tra gli altri il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Boccadarno SpA Stefano Bottai.
[hidepost]

Alessandro Giambalvo

Davide Mugnaini
“Il nostro obiettivo – spiega l’ingegner Alessandro Giambalvo, amministratore della Seven Star – è quello di fornire servicing a 360° ad armatori, comandanti ed equipaggi nel controllo, manutenzione e cura dell’imbarcazione. Questo vuol dire che ci occupiamo del check-up completo e del rimessaggio invernale di barche da 20 a 60 metri, fino al refit di imbarcazioni d’epoca. Perché abbiamo scelto di venire a Pisa? Basta guardarsi intorno – prosegue Giambalvo – per vedere che dal punto di vista della cantieristica il canale dei Navicelli è una location ideale. Ottimi servizi, collegamenti efficienti e destinati a migliorare in breve tempo, un aeroporto internazionale distante pochi minuti, un’efficiente darsena d’acqua dolce con un travel lift da 700 tonnellate. Ho una certa esperienza di cantieri e ne ho visti tanti in tutta Italia, ma devo riconoscere che a Pisa imprenditori ed amministratori locali sono stati davvero bravi. Hanno capito e sorretto la scelta di fare di quest’area un motore di sviluppo e hanno realizzato una sinergia virtuosa. Non abbiamo avuto dubbi nello scegliere la darsena sul canale dei Navicelli per realizzare questa nostra iniziativa”.
“Occupandoci di servizi di manutenzione e refit – aggiunte Davide Mugnaini, altro amministratore e socio della Seven Stars – sappiamo quanto sia importante che il cantiere dove l’armatore porta la sua imbarcazione sia facilmente raggiungibile in auto, in treno o in aereo. Inoltre il grande travel, che ha una portata fino a 700 tonnellate e i 40 mila metri quadrati di piazzali circostanti rappresentano una combinazione praticamente unica in Italia, e una delle poche in Europa, per gestire senza problemi imbarcazioni di oltre 35 metri con facilità di alaggio, varo, movimentazione e sosta. Siamo gli unici in Toscana e fra i pochi in Italia a poter garantire questi livelli di operatività”.
Altro elemento di interesse del nuovo insediamento sul canale dei Navicelli è quello che riguarda il potenziale sviluppo occupazione. “Abbiamo un’esperienza pluriennale nella manutenzione e nella riparazione di imbarcazioni – dicono Giambalvo e Mugnaini – e ci avvaliamo di personale altamente qualificato e di aziende artigiane specializzate in lavorazioni particolari. Anche per questo abbiamo scelto Pisa, perché sappiamo di poter contare su un indotto fatto di tecnici ed artigiani di esperienza, tale da garantire un elevato livello qualitativo delle lavorazioni. Inoltre siamo fiduciosi che le operazioni di manutenzione e dragaggio del canale della darsena garantiranno la piena efficienza della via d’acqua, cuore pulsante dell’area”.
Il cantiere della Seven Stars avrà a regime un organico di 12-15 persone, ma è soprattutto l’indotto che appare destinato a provocare interessanti ricadute sul tessuto economico pisano. Nello specchio d’acqua della darsena “Panchetti” (360 metri per 60 metri) possono essere ormeggiate da 40 a 80 barche, a seconda delle dimensioni e oltre duecento possono essere sistemate nei trentamila metri quadrati di piazzale e nel capannone (3.300 metri quadrati alto 20 metri). Questo vorrà dire attivare un indotto formato da un centinaio di prestatori d’opera altamente specializzati per la manutenzione e il restauro delle barche.
[/hidepost]











