Assoporti in assemblea ma i porti scioperano

Ventiquattr’ore di blocco proclamato per l’8 novembre – Il problema dello “status” del personale delle Authorities – L’autofinanziamento e le proposte

Pasqualino Monti

ROMA – Da una parte gli scali marittimi italiani cercano una soluzione all’autofinanziamento, con la proposta – che il presidente di Assoporti Pasqualino Monti ribadirà nell’assemblea di martedì 29 ottobre – di arrivare a una “autodeterminazione finanziaria”. Dall’altra i sindacati compatti annunciano uno sciopero di 24 ore che bloccherà tutti gli scali italiani venerdì 8 novembre. Infine c’è anche la UE che sta elaborando – faticosamente e con tempi biblici, come sempre – una nuova direttiva che dovrebbe rendere più coordinata la politica portuale europea.
A preoccupare di più, almeno in tempi brevi, è lo sciopero. E’ stato preannunciato da tutte le sigle sindacali di comparto: Fil-Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti: tema dello scontro, il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale delle Autorità portuali scaduto da quasi un anno e non ancora sulla via della ricontrattazione. Ma c’è di più: ovvero la mancata soluzione dello “status” dei dipendenti delle Autorità portuali, che da un lato sono considerati assoggettati alle normative dei dipendenti pubblici (e quindi hanno di fatto stipendi bloccati) e dall’altro sono a servizio di un organismo privato, sia pure con funzioni pubbliche.
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