Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Ecco i giganti da 20 mila teu Il record (per ora) alla “Globe”

In alcuni casi le portate dichiarate potrebbero anche essere inferiori al reale – Pescaggi contenuti a 16 metri e larghezze che sfiorano i 60 metri per non aumentare la lunghezza

(clicca per ingrandire)

LONDRA – Siamo a un pelo da 20 mila teu: e non è detto che non ci si arrivi entro l’anno, perché secondo gli osservatori più smaliziati, alcune delle navi che appaiono nel prospetto qui sopra (Alphaliner) con la portata ufficiale di 19 mila teu in effetti potrebbero anche caricarne un migliaio di più. I grandi liner intercontinentali in sostanza, puntano sempre di più alle economie di scala: indipendentemente dalle resistenze che cominciano a farsi vivaci da parte degli scali marittimi occidentali (ma anche cinesi).
[hidepost]Grandezze vere o grandezze “ridotte” proprio per fronteggiare queste resistenze? Manteniamoci comunque all’ufficialità: secondo la quale la gigantesca “Emma Maersk” del 2006 con i suoi 15.500 teu dichiarati sta diventando davvero quasi un feeder in confronto alla Hyundai CSCL “Globe” di quest’anno ed alla Hyundai UASC TBN dell’anno prossimo da 19 mila teu dichiarati. Sia l’ultima Maersk per quest’anno, sia la già nota “Marco Polo” di CMA-CGM si fermano una soglia sotto, intorno ai 18,2 mila teu la prima e ai 16 mila la seconda.
La tabella ci indica anche altre tendenze: per esempio, che il crescente numero di teu si ottiene mantenendo sotto controllo le dimensioni delle navi, e quindi ottimizzando al massimo i volumi. Tra la “Emma Maersk” da 17 mila Teu circa e la MSC TBM (prevista nel 2015) da 18.500 teu ci sono soltanto 2,5 metri in più di larghezza ma altrettanto di meno in lunghezza. E quello che forse conta ancora di più, il pescaggio massimo rimane per entrambe a 16 metri.
I giganti da 19 mila teu come la “Globe” pescano anch’essi 16 metri e sono lunghi 400 metri per 58,6 di larghezza massima. Miracolo dei volumi? Non soltanto: sta ormai prevalendo la tendenza progettuale a spostare l’isola di comando (plancia e locali) verso prua, riducendone le dimensioni, in modo da lasciare più spazio al carico.
Le 23 file di contenitori stanno diventando la norma e anche questo significherà, per molti porti, una revisione dell’altezza e dello sbraccio delle portainers di banchina. Con una selezione degli scali in relazione alla strategia di questi ultimi del voler o poter seguire il gigantismo delle navi. E sarà tutto da vedere nei prossimi anni o forse già nei prossimi mesi.
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
22 Febbraio 2014

Potrebbe interessarti

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio