Trieste e l’autotrasporto

Fabrizio Zerbini

TRIESTE – Imprese sempre in difficoltà e numeri poco confortanti per l’autotrasporto regionale del Friuli Venezia Giulia, ma la crisi sembra ormai aver toccato il fondo e ora ci sono grosse attese per le ripercussioni positive che lo sviluppo del Porto di Trieste potrebbe avere sul futuro del settore. Di questo si è discusso alla conviviale del club triestino del Propeller, dove il tema “L’autotrasporto, anello vitale dell’intermodalità” ha visto protagonisti come relatori Ervino Harej, manager di Autamarocchi, Enrico Eva e Rita Rapotez di Confartigianato Trieste, nonché gli avvocati Paola Bardi e Alberto Pasino.
In apertura di serata, la presentazione di Harej ha evidenziato una realtà triestina – ma ormai operante sull’intero territorio nazionale e con sedi anche all’estero – motivo di vanto per l’intera classe imprenditoriale. Si tratta di Autamarocchi, società di autotrasporto che con i suoi 900 dipendenti e una flotta di 640 autoarticolati e 1250 semirimorchi ha introdotto diverse formule innovative per la gestione dei servizi.
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