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Livorno, la crescita dei Ro/Ro spinge le Autostrade del Mare

Le indicazioni del Piano Nazionale della Logistica e il mercato potenziale dei traghetti merci – I corridoi naturali nel Tirreno e in Adriatico

Dal comandante Angelo Roma, presidente di Assonautica e già di Toremar, riceviamo le seguenti considerazioni sullo sviluppo possibile del porto di Livorno.

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LIVORNO – Senza abbandonare la speranza di portare a termine, un giorno, la prima fase (P.R.P.) di quella che sarà la Piattaforma Europa (costo della 1ª fase attuativa è stato individuato in 608.5 milioni); desidero iniziare, da quelli che sono stati i movimenti del primo trimestre 2014 a Livorno rispetto allo stesso periodo 2013 (vedi tabella in prima pagina, dati in migliaia di tonnellate).
[hidepost]Siamo in uno stato di transizione e quindi, considerando solo la parte di quello che una volta si chiamava, Porto Nuovo, il prossimo futuro sta nello sviluppare, sostanzialmente, le “Autostrade del Mare”.
La Commissione EU – voglio evidenziare – ha dato al Programma delle Autostrade una posizione di rilievo, destinando grosse risorse a quelle iniziative orientate a spostare quote di traffico dalla modalità terrestre a quella marittima. Iniziative, inoltre, che garantiscono, allo stesso tempo, un servizio logistico integrato, più efficiente, rispettoso dell’ambiente ed in continuità quindi con le politiche comunitarie di mobilità sostenibile.
I metodi messi a punto dall’Unione Europea, tendono ad indirizzare la considerevole crescita del trasporto merci, solo in parte frenata dalla crisi di questi ultimi anni, su vettori alternativi al trasporto su gomma al fine d’evitare la congestione stradale e contenere quindi, le emissioni negative generate dagli autotreni.
Il disegno strategico contenuto nel Piano Nazionale della Logistica oltre a ciò, indica chiaramente un cambio di strategia che riguarda anche la trasformazione positiva dell’offerta d’infrastrutture e di servizi dedicati alle Autostrade del Mare all’interno dei porti italiani. Questi ultimi, infatti, devono mutarsi in vere e proprie stazioni logistiche di riferimento per le linee di traffico short-sea con i Paesi non europei del bacino mediterraneo.
Il sistema portuale nazionale, che occupa a livello europeo un ruolo di primo piano nel trasporto Ro-Ro, può rafforzare ulteriormente la posizione competitiva facendo leva sui servizi delle Autostrade del Mare. Le dinamiche di sviluppo dei Paesi dell’Africa settentrionale sono alla base di previsioni di marcato incremento degli scambi sulla direttrice Nord-Sud nel Mediterraneo. La portualità italiana, nella fattispecie Livorno, può puntare ad accrescere i volumi gestiti, attraverso interventi, infrastrutturali e organizzativi, finalizzati a rafforzare il primato nazionale nei servizi Ro-Ro.
A tal proposito, tengo a sottolineare, che il nostro porto fa parte di uno dei due corridoi intermodali alternativi al tutto strada.
Tale porzione di traffico, costituisce il mercato potenziale, intorno al quale costruire una politica efficace di sostegno al combinato marittimo in grado di promuovere linee Ro-Ro realmente sostitutive al tutto-strada.
In base all’analisi dei flussi di traffico generato dalle relazioni Nord-Sud, è possibile attivare ben quattro linee Ro-Ro con trasporti bilanciati lungo i due corridoi naturali del Paese: 1. Corridoio adriatico: porti per imbarco/sbarco da Nord – Trieste, Ravenna; porti per imbarco/sbarco da Sud – Bari, Brindisi; 2. Corridoio tirrenico: porti per imbarco/sbarco da Nord – Genova, Livorno; porti per imbarco/sbarco da Sud – Napoli, Salerno.
Angelo Roma

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Pubblicato il
28 Giugno 2014

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