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Autotrasporto, la minaccia

Secondo Confcommercio, il governo rischia un autogol da 300 milioni

Paolo Uggè

ROMA – L’autotrasporto merci parla di ennesimo autogol del governo, questa volta con i tagli che il decreto “Sblocca Italia”: ha tolto dalle risorse destinate al settore, ben 58 milioni di euro e dal 1º gennaio prossimo taglierà anche il 15% dei rimborsi sulle accise per il gasolio (la quale crescerà inoltre di 2 centesimi al litro). Paolo Uggè, presidente di FAI Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio in una sua recente nota ipotizza che il solo taglio sulle accise porterà a 2 mila euro all’anno il maggior costo per ogni automezzo pesante; al quale si dovrà aggiungere una media di 1500 euro all’anno per gli automezzi con portata superiore alle 26 tonnellate.
“Se solo il 60% delle imprese di autotrasporto che operano sui traffici internazionali – ha scritto Uggè – decidessero di rifornirsi di gasolio all’estero, dove i prezzi del carburante sono nettamente più bassi, la perdita per le casse dello Stato supererebbe abbondantemente i 300 milioni di euro all’anno”.
[hidepost]Uggè chiama in causa il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che tra l’altro aveva promesso più stringenti controlli sui tanti, troppi autocarri stranieri che operano sulle nostre strade a costi nettamente inferiori ma anche con regole spesso incerte o addirittura inesistenti. A rendere l’atmosfera ancora più tesa, una paginata di pubblicità che è apparsa in questi giorni su alcuni quotidiani, in cui si ipotizzano i danni che nascerebbero (nasceranno?) da uno sciopero degli autotrasportatori di soli cinque giorni. “E’ solo un avvertimento” recita la pagina. Ma un avvertimento significativo.

* * *

“Ridurre del 15% secco in un colpo solo lo sconto sulle accise – dice Maurizio Longo – significa condannare a morte quel poco che resta dell’autotrasporto italiano, ancora una volta penalizzato da un provvedimento che il governo si appresta ad assumere, si in ottemperanza a indicazioni comunitarie, ma in largo anticipo e senza alcuna mediazione rispetto a quanto gli altri paesi Ue si preparano a fare”.
Il j’accuse di Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, sottolinea i rischi altissimi che il banco salti e che l’intera categoria diventi protagonista di una protesta questa volta davvero ingestibile.
Le accise nazionali (senza contare quindi le addizionali a livello regionale) incidono per 214 euro ogni mille litri di carburante; il che significa 214 euro ogni 2600 chilometri circa di percorrenza. Sino ad oggi, lo sconto sulle accise, “pagato” trimestralmente alle imprese di autotrasporto ha rappresentato, da un lato, l’unico sistema di compensazione per l’indisponibilità del cosiddetto gasolio professionale, dall’altro, il volano per consentire alle imprese di coprire gli oneri sociali.
Per l’autotrasporto italiano la mazzata è doppia e forse anche tripla, visto che le imprese nazionali subiscono già costi industriali e pressione fiscale fra i più alti di Europa.
“Non comprendere il valore della partita in gioco – prosegue Longo – significa ignorare quanto fragili e quasi inesistenti siano ormai i margini di sopravvivenza delle aziende italiane di trasporto merci, che, forse, potrebbero riuscire a sopportare una riduzione degli sconti sulle accise spalmata almeno su cinque anni (come propone Trasportounito) a fronte di un rimborso mensile; e parallelamente la destinazione d’uso di parte delle risorse stanziate sotto il titolo aiuti all’autotrasporto proprio alla conservazione degli sconti sulle accise.
“Non comprendere il valore della partita in gioco – conclude il segretario di Trasportounito – significa anche non capire quanto larga e compatta potrebbe essere la protesta di fronte a un provvedimento che ha le caratteristiche ore di una esecuzione sommaria”.

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Pubblicato il
27 Settembre 2014

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