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Sul trasferimento le varie ipotesi per la Porto 2000

LIVORNO – Parlare del trasferimento del TCO dalla calata Orlando alla Darsena Toscana, di questi tempi è un po’ come citare l’Araba Fenice: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa (Metastasio). Ma una cosa è evidente: in vista ormai dal bando di gara per la privatizzazione della “Porto 2000”, se non si risolve il problema della “liberazione” della calata Orlando dai rinfusi, metà della gara appare senza senso.
[hidepost]Non si tratta di piccolo problema: perché intorno alla “Porto 2000” si agitano ormai da tempo interessi crescenti. E crescenti indiscrezioni sui gruppi che si sono formati o si vanno formando per concorrere. Qualcuno ci ha visto anche l’interesse della nuova alleanza tra Neri e Negri, che la vulgata inquadra più che altro sulla piattaforma Europa. E naturalmente non si esclude l’interesse del potente gruppo Grimaldi, già leader nel campo dei ro/ro, nella sua alleanza con i Fremura che si è evidenziata nella Sintermar.
Ha senso, in realtà, che un gruppo di rilevanza mondiale come Grimaldi, specializzato nei ro/ro e impegnato in questo settore praticamente su tutti i mari, possa allargarsi anche al settore delle crociere (e dei passeggeri dei traghetti)? Secondo gli analisti, il comparto pax dei ro/ro interessa indubbiamente armatori come Grimaldi: e mettere le mani sulla “Porto 2000”, che si occupa anche di passeggeri dei traghetti oltre che delle crociere, potrebbe dare nuovi spazi ai ro/ro proprio su quel terminal per i croceristi (alto fondale e calata Orlando) che per almeno cinque mesi all’anno le crociere non utilizzano, e potrebbe diventare invece uno sbocco ideale per i grandi ro/ro che oggi faticano a trovar posto in banchina a Livorno. In attesa della sospirata Piattaforma Europa che potrebbe liberare per i ro/ro tutta o in parte l’attuale banchina del TDT.
Siamo alla fanta-politica portuale? Può darsi, ma sono ipotesi che circolano. E che, anche nel caso fossero totalmente campate in aria, non possono che spingere a scelte concrete e veloci del trasferimento del TCO. Sul dove, la fanta-politica a sua volta presenta varie opzioni: compresa quella di un trasferimento a Piombino, che però per i rinfusisti livornesi – loro esternazioni di questi giorni – rappresenterebbe probabilmente una perdita secca dei più importanti clienti della zona. Ma come si dice: mai dire mai…
Anche perché intorno all’area della sponda Est della Darsena Toscana ci sono crescenti interessi e crescenti progetti tutti legati allo sviluppo dei ro/ro, come area omogenea che va dalla stessa sponda est alla Darsena 1 e agli insediamenti sul canale industriale, Sintermar compresa. Il recente rilancio della Cilp con l’ingresso dei gruppi Neri e Negri viene letto da qualcuno come la volontà della stessa nuova Cilp di assumere un peso maggiore proprio anche sui ro/ro, e quindi su tutta l’area in questione che il piano regolatore di Gallanti destina al comparto. In questa strategia, il trasferimento del TCO alla radice della sponda Est rappresenterebbe un elemento di discontinuità, con l’uso di un’area ad alto valore aggiunto per un traffico che di valore aggiunto ne ha poco. E il dibattito è aperto.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
22 Aprile 2015

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