Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
DOGANE E FINANZA

Giubbotti antiproiettili, elmetti e uniformi per la guerra chimica sequestrati a Genova

Bloccato un carico di 50 tonnellate: era senza autorizzazioni. Nei guai in tre

Intervento della Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane

GENOVA. Anche i sequestri sulle banchine rispecchiano i tempi in cui stiamo vivendo: nel porto di Genova una operazione condotta dal locale ufficio dell’Agenzia Dogane e Monopoli in tandem con i finanzieri del comando provinciale delle Fiamme Gialle ha consentito di bloccare container con «più di mille giubbotti antiproiettile, 700 elmetti balistici e numerose uniformi da combattimento con protezione da infiltrazione chimica». Nell’insieme stiamo parla di un carico di «oltre 50 tonnellate di equipaggiamento tattico e di armamento, per un valore stimato di circa 6 milioni di euro».

Secondo quanto reso noto dall’Agenzia, il materiale è stato sequestrato perché «introdotto in Italia senza la necessaria comunicazione preventiva alla Prefettura: è obbligatoria quando si tratta di equipaggiamenti militari, anche se solo in transito», secondo quanto prescrive la normativa (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza). Le violazioni hanno portato alla segnalazione di tre soggetti all’autorità giudiziaria di Genova: due cittadini italiani, uno dei quali genovese, e un cittadino straniero. Nel comunicato ufficiale si tiene a sottolineare che, com’è noto, in questa fase delle indagini per tutti vale la presunzione di innocenza.

I controlli erano stati messi in moto da un’analisi della documentazione doganale, C’è un costante monitoraggio sui flussi commerciali in transito nel porto di Genova. Grazie all’incrocio dei dati, l’Agenzia Dogane Monopoli e la Guardia di Finanza individuano le spedizioni che presentano anomalie, garantendo che ogni carico rispetti le norme di sicurezza nazionale. «Mantenere alta la vigilanza sulla trasparenza dei transiti – viene fatto rilevare – è l’unico modo per proteggere la legalità dei commerci e fare in modo che lo scalo di Genova resti una porta sicura per l’economia del Paese».

È da ricordare che solo pochi giorni fa un blitz dei finanzieri nel porto di Ancona aveva portato a scoprire un carico di 10 milioni di detonatori e oltre 300mila munizioni: avrebbero dovuto viaggiare a bordo di un traghetto passeggeri.

Pubblicato il
16 Marzo 2026

Potrebbe interessarti

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio