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Pesatura dei containers e tolleranze

ROMA – Il “pasticciaccio brutto” (per dirla parafrasando il celebre romanzo di Carlo Emilio Gadda) della pesa dei containers imposta dall’IMO dal prossimo 1º luglio, sembra si stia almeno in parte disinnescando.
[hidepost]Dal comando generale delle Capitanerie di Porto, delegato ad emettere un “decreto dirigenziale” con i dettagli della norma, arrivano notizie tranquillizzanti. In stretta sintesi: il decreto dirigenziale a firma del comandante generale, ammiraglio ispettore Vincenzo Melone, dovrebbe uscire a breve – forse è giù uscito mentre andiamo in macchina – e ricalca le norme internazionali stabilite dall’IMO in ambito Solas, con tolleranze sul peso dei containers che sono definite in termini di percentuali e non di kg. Negli uffici tecnici delle Capitanerie si lavorava intorno a una tolleranza del 5%. Sono state invece smentite tutte le voci che circolavano su tolleranze assai maggiori che sia UK che Danimarca avrebbero decretato. “Da Bruxelles confermano – ci ha detto un portavoce del Comando delle Capitanerie – che nessuna comunicazione è arrivata in questo senso. E che in ogni caso le norme sono generali, secondo lo standard UE uguale per tutti”
C’è però una postilla: secondo la buona norma generale che con le postille si fanno le differenze. Da Roma filtra la notizia che al decreto dell’ammiraglio Meloner farà seguito, molto rapidamente, anche una circolare “esplicativa” tutta italiana, diretta agli organi di controllo, che renderà un po’ meno rigida la fascia di tolleranza ammessa. Voci di prora rilanciano il 5% di tolleranza sui pesi, ma con la raccomandazione di non essere inutilmente fiscali. Il tutto – viene specificato – solo e unicamente in sede di controllo, perché la certificazione del peso dei containers dovrà essere il più possibile rispondente al reale.
Ultima annotazione: l’intero lavoro è in corso da quasi un anno al Comando generale delle Capitanerie, “con la piena collaborazione – si specifica – delle categorie degli operatori portuali interessati”. Sui risultati finali, si vedrà a breve, sperando che tramonti la paura del “pasticciaccio brutto” di cui si era parlato.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
12 Marzo 2016

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