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Il record verde-marino adriatico

Nostra intervista a Carlo Boeri, country manager dell’impresa Jan De Nul Italia – Le tecnologie e i tempi

Carlo Boeri

FERRARA – Lo scorso febbraio, l’azienda belga Jan De Nul si è aggiudicata, insieme all’italiana Nuova Co.Ed.Mar. di Chioggia, la gara per le opere di ripascimento della costa bandita dal Servizio tecnico di Bacino “Po di Volano e della costa”.
I lavori, per venti milioni di euro – un milione e mezzo dalla Regione Emilia-Romagna e i rimanenti dal Ministero dell’Ambiente – sono iniziati in marzo, mentre la chiusura del cantiere è stata prevista per metà giugno. Tempi record, insomma, per garantire alle spiagge di otto località costiere – Misano, Riccione, Rimini Nord-Bellaria-Igea Marina, Cesenatico, Milano Marittima Nord, Lido di Dante, Punta Marina, Lido di Spina – un milione e duecentomila metri cubi di sabbia di ottima qualità, al ritmo calcolato di 23/25.000 metri cubi al giorno.
[hidepost]Dal 21 al 23 settembre, nell’ambito di Coast (Fiera di Ferrara) – la sezione speciale di RemTech Expo dedicata alla gestione e alla tutela della costa e del mare – Jan De Nul, presente alla manifestazione anche in veste di espositore, approfondirà i dettagli di questo intervento, che rappresenta il primo esempio di infrastruttura verde marina in Italia. Come in questa intervista ci anticipa Carlo Boeri, Country Manager di Jan De Nul (Italia) S.p.A.
In febbraio, al momento dell’aggiudicazione alla ATI fra Jan De Nul e CO.ED.MAR., era stato annunciato che i lavori si sarebbero conclusi ai primi di giugno. A che punto siamo?
Le stime sui tempi fatte al momento dell’aggiudicazione erano corrette. Purtroppo, a causa di un ricorso amministrativo poi risoltosi positivamente, l’iter ha subito uno slittamento di almeno dodici giorni. Oggi, comunque, siamo in linea con le previsioni fatte in gara. Ce l’abbiamo messa tutta per predisporre le due tubazioni sommerse in tempi rapidi e poter così cominciare a dragare e refluire sulle diverse spiagge. La capacità esecutiva sta crescendo notevolmente, tanto che l’obiettivo di finire entro metà giugno sembra possibile, anche considerando una perizia di variante di circa ulteriori 50.000 metri cubi.
In Italia, è abbastanza inusuale che un cantiere venga portato a compimento in tempi così rapidi: a che cosa si deve questo primato?
Alla nostra capacità organizzativa e alle caratteristiche dei mezzi impiegati. Stiamo raggiungendo delle produzioni giornaliere che, rispetto ai progetti di ripascimento precedenti, sono pressoché doppie.
Quali tecnologie avete messo in campo? Era la prima volta che le adottavate, in Italia?
Il punto di forza di questo progetto è stato quello di aver impiegato due draghe contemporaneamente, 24 ore su 24, compresi i sabati e le domeniche, per incrementare la produzione e diminuire così i tempi di esecuzione e gli impatti conseguenti. Jan De Nul è abituata a operare su progetti di notevole dimensione e complessità, mettendo a frutto le sue molteplici competenze interne, ma anche l’imponente disponibilità di mezzi, con caratteristiche spesso uniche al mondo. L’utilizzo contemporaneo di più draghe è stato, per esempio, necessario durante i lavori per il raddoppio del canale di Suez. E anche Co.Ed.Mar. sta contribuendo in modo significativo al successo del progetto, attraverso la sua conoscenza delle zone da ripascere e l’ausilio dei suoi numerosi mezzi terrestri e marittimi.
Quanti metri cubi di sabbia all’ora siete riusciti a dragare? Impiegando quanti uomini e quanti mezzi?
Siamo arrivati a dragare circa 58.000 metri cubi in un giorno: un record rispetto ad altri progetti di questo tipo. In cantiere, fra equipaggio in mare e personale a terra, abbiamo circa cento persone. Come mezzi, stiamo utilizzando due draghe autocaricanti, aspiranti e refluenti, e una draga aspirante refluente con disgregatore (per Lido di Spina), oltre a numerosi mezzi terrestri e ad altri mezzi marittimi ausiliari (rimorchiatori, pontoni autopropulsi).
Avete coinvolto gli stakeholder locali, pubblici e privati, nella scelta delle modalità di allestimento del cantiere: queste occasioni di confronto vi hanno consentito di acquisire spunti e soluzioni originali?
In generale, abbiamo trovato un clima collaborativo. Questo progetto ha un interesse sia per gli effetti di difesa della costa che per le ricadute benefiche sull’economia del turismo. In ognuna delle località interessate, abbiamo sempre cercato il dialogo con le amministrazioni locali, le associazioni di categoria degli operatori di spiaggia, etc., e trovato modalità operative che avessero il minore impatto possibile.
Con questo ripascimento, Jan De Nul associa indelebilmente il proprio marchio alla prima infrastruttura verde marina mai realizzata in Italia. Per promuovere questa importante case history, sono previste azioni particolari?
Sono stati realizzati altri interventi di ripascimento concepiti in maniera simile, con prelievo di sabbia da cave sottomarine offshore. Questa, però, è senza dubbio l’opera di maggior rilievo in Italia degli ultimi 10 anni, in termini di volumi apportati. E sicuramente utilizzeremo RemTech Expo, cui parteciperemo anche come espositori, come canale di comunicazione di livello internazionale, per dare risalto a questo risultato.

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Pubblicato il
8 Giugno 2016

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