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Lucarelli e il Molo Italia: “solo per Tirrenia non serve”

La concessione secondo il terminalista non può essere limitata a quell’unica nave – Chiesto un tavolo con le parti sociali

LIVORNO – Non c’è pace per la gestione della banchina nord del Molo Italia – L’autorizzazione “speciale” concessa a Lucarelli non sembra aver risolto il problema del terminal, come scrive lo stesso Cristiano Lucarelli nella seguente nota urgente.
La Lucarelli Terminal preso atto della delibera dell’Autorità Portuale di Livorno che autorizza “temporaneamente fino al 31 Dicembre 2016 ed esclusivamente per l’ormeggio di una nave della Tirrenia” l’accosto al Molo Italia lato Nord, pur apprezzando l’intento dell’AP di rafforzare la LTL a tutelare il contratto operativo in essere con la compagnia di navigazione Tirrenia, esprime la forte preoccupazione che tale provvedimento serva come palliativo per fronteggiare l’emergenza attuale, ma lascia ancora una volta la LTL ed i suoi lavoratori senza certezze e risposte concrete per una futura continuità, relativamente alle precarie dotazioni infrastrutturali a disposizione.
[hidepost]Tale delibera inoltre, pone la LTL nell’impossibilità di effettuare una ricerca di mercato e di nuovi traffici futuri che diano certezza di ormeggio agli armatori che dovrebbero arrivare in sostituzione della compagnia di navigazione Tirrenia, la quale ha già disdettato per gli stessi motivi sopra ricordati il contratto in scadenza il 31 dicembre 2016.
Se a questo aggiungiamo una concessione in scadenza ad agosto 2017, e l’ormai cronica interdizione per navi superiori a mt. lineari 150 all’accosto 54 a noi attualmente in concessione (in attesa di delocalizzazione come previsto dalla stessa AP sull’ultimo PRP approvato) diventa chiaro quali ricadute occupazionali e di continuità aziendale avrà questa delibera.
Addirittura la beffa più grande potrebbe essere che l’armatore Vincenzo Onorato proprietario di Tirrenia/Moby dopo aver già mandato una disdetta contrattuale che mette a rischio il futuro di 40 famiglie, decidesse di sua spontanea volontà, (nonostante un valido contratto operativo in essere), di rifiutare comunque di far ormeggiare la propria nave all’accosto Molo Italia lato Nord concesso dall’AP a partire dal 1º Luglio fino al 31 dicembre 2016, lasciando a LTL la possibilità di disporre dell’accosto, ma di fatto di non poterci portare nessun’altra compagnia di navigazione rendendo nulla la delibera dell’AP e quindi di vedersela revocare il giorno seguente.
Al fine di evitare tensioni sociali in un’area già depressa economicamente come peraltro riconosciuto dallo stesso governo nazionale, nonché la chiusura con perdita di altri 40 posti di lavoro di una delle aziende più importanti del porto di Livorno, si richiede urgentemente di aprire un tavolo di discussione con tutte le parti in causa “sociali, politiche,istituzionali ed imprenditoriali” per risolvere in modo rapido e definitivo i problemi della LTL e dei suoi lavoratori che mettono l’azienda in una condizione di emergenza lavorativa a causa della grave inferiorità infrastrutturale rispetto alla concorrenza.

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Pubblicato il
2 Luglio 2016

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