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Identikit dell’LTT: solo Barbera con Palumbo

LIVORNO – La curiosità dei tanti che hanno indagato sulla novità della LTT può almeno in parte essere esaudita. La Livorno Terminal Tirreno è una società di scopo con un capitale iniziale di 100 mila euro, interamente di proprietà della famiglia di Federico Barbera, già collaboratore di Palumbo, già dirigente apicale del Terminal Calata Orlando e poi presidente dell’Interporto Vespucci di Guasticce.
[hidepost]La società ha come primo sostenitore di capitale Andrea Palumbo, titolare dell’omonimo gruppo internazionale che pur dopo la cessione di un ramo d’impresa continua ad avere un portafogli di clienti tale – ci dicono “da poter muovere traffici e fatturati importanti”. Alla base del piano d’impresa di Barbera per l’area e la banchina alla radice della sponda est della Darsena Toscana ci sono evidentemente i 12 milioni di euro garantiti attraverso la Palumbo e le sue relazioni bancarie.
C’è chi dice che l’operazione LTT sia nata anche per coinvolgere la Confcommercio livornese, di cui Palumbo è al vertice. Ma l’indiscrezione non trova conferma, anche se vengono ammessi contatti con imprenditori del settore portuale, tra i quali alcuni dirigenti di associazioni di categoria. Ma è invece ufficiale il fatto che al momento la sfida è unicamente di Federico Barbera e del suo sodale Palumbo.
Per quanto riguarda la comparazione tra LTT e TCO, come è stato scritto, il tutto è in mano all’Autorità portuale che ha già aperto il relativo fascicolo. Rimane il dubbio sui tempi delle decisioni, visto che la concessione del TCO scade a fine anno. E in teoria l’Authority di Giuliano Gallanti potrebbe anche tirare le cose alle lunghe per lasciare la patata bollente – perché tale è la vicenda – in mano a chi la Riforma portuale metterà in sella al sistema Livorno-Piombino. Con la ripresa a pieno ritmo di tutte le attività amministrative del porto, forse si potrà capire qualcosa di più.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
27 Agosto 2016

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