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LIBRI RICEVUTI

Laura Chiesa
“Space as Storyteller”
(edito da Northwester University, Chicago)

“Un originale contributo a una nuova area di ricerca che unisce l’architettura alla teoria critica”. E’ uno dei giudizi apparsi sulla stampa specializzata Usa sul recente libro della livornese Laura Chiesa, professoressa associata di letteratura comparata all’università di Buffalo (SUNY), dal coinvolgente titolo “Space as Storyteller” (Lo spazio come narratore), sottotitolo: “Spatial jumps on Architetture, critical Theory and Literature”.
Pubblicato a fine luglio dalla Northwestern University di Chicago (264 pagine con numerose illustrazioni, $ 34,95) il lavoro dell’autrice parte dall’Arcade Project di Walter Benjamin per approfondire le maggiori teorie e i relativi testi sul modernismo in architettura ma non solo, analizzando le differenze di tempi, linguaggi, culture e forme d’arte. “Un valido apporto – ha scritto il critico Patrick Bray, tra i più noti negli Usa sul campo – nel settore degli studi sullo spazio”. Laura Chiesa ha già preso parte di un tour internazionale sui temi del suo lavoro che è iniziato in varie università degli Stati Uniti e si è al momento concluso a Vienna.
[hidepost]Libro impegnato e impegnativo, “Space as Storyteller” ha tuttavia anche il pregio di essere di piacevole lettura, con svariati passaggi anche divertenti pur non venendo mai meno al rigore accademico. Largo spazio è dedicato, nell’analisi del modernismo, agli italiani: da Marinetti a Depero, patendo da manifesto del 1915 di Bruno Corrà ed Emilio Settimelli. Ma gli aspetti contemporanei, che sono sviluppati dagli studi e dalle realizzazioni di Bernard Tschumi fin dal 1970 (“Do-it-yourself-city”) fino ad OMA, sono un lungo e approfondito volo sui maggiori specialisti nel campo, nel quale appaiono come giganti del pensiero Samuel Weber e Rem Koolhaas, ma anche in retrospettiva Italo Calvino, e gli altri italiani tra cui Superstudio (e perdonatemi lo sciovinismo…).

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Pubblicato il
27 Agosto 2016

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