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Negri apre ai Fondi d’investimento e così punta alla Piattaforma Europa

Secondo l’imprenditore genovese, è oggi importante disporre di grandi capitali privati freschi per affrontare la nuova concorrenza internazionale – Le ricadute sul Terminal Darsena Toscana

Luigi Negri

GENOVA – Che siano tempi da grandi manovre sui porti, non solo italiani, era noto. E che gli assetti della logistica marittima nazionale siano destinati a cambiare, con investimenti sempre maggiori di capitale privato, è altrettanto evidente. Del resto gli stessi armatori hanno indicato la strada, ricorrendo a mergers, scambi di stiva, accordi commerciali. Piccolo era bello, ora non più. E qualcuno, per non essere riuscito a diventar più grande, ci ha rimesso le penne. E’ notorio.
[hidepost]In questo quadro ci dicono che vada letta la notizia che Luigi Negri, il grande terminalista sardo-genovese, abbia in corso una trattativa per la cessione fino al 50% del suo GIP, (Gruppo Investimenti Portuali) al quale fanno capo i terminal Sech, Voltri e l’80% del Terminal Darsena Toscana di Livorno. La notizia, confermata da Negri in una intervista al Secolo XIX di Genova, ha colto tutti di sorpresa, compresi i soci livornesi di Negri in CILP, cioè gli stessi portuali e il gruppo Neri.
Luigi Negri sarà a Livorno la prossima settimana, secondo quanto ci ha confermato Enzo Raugei. Solo a quel momento sembra avrà la possibilità di chiarire con i livornesi i suoi programmi. Ma sia nell’intervista genovese, sia nei colloqui telefonici con Raugei e con Marco Dalli della Compagnia portuali, l’imprenditore non ha parlato di disimpegnarsi da Livorno, anzi. Ha dichiarato che il mondo della portualità sta cambiando, che occorrono investimenti sempre più importanti per far fronte alla concorrenza mondiale, e che lui sta cercando di far cassa perché è interessato alla piattaforma Europa di Livorno, per la quale occorrono appunto centinaia di milioni di fondi privati. Le trattative che ha in corso sono appunto con due importanti Fondi d’investimento internazionali. Qualcuno sussurra anche che ci sia, in qualche modo, l’interessamento anche di MSC.
Rimane aperto il dibattito – e ovviamente tutti gli interrogativi che ne conseguono – su chi e come si metteranno le mani sulla quota fino 50% di GIP (significativo che Negri non intenda mollare la maggioranza) e quindi su parte almeno di quell’80% del TDT livornese. Si è fatto un gran parlare anche di una candidatura del suo manager, Luca Becce, nello (sterminato) elenco dei curricula inviati al ministro Delrio per le presidenze delle prossime Autorità di sistema, come un indiretto segnale di cercarsi un altro lavoro. Un’ipotesi che vicino a Becce hanno smentito con ironia, vista anche la fiducia che in Becce hanno gli azionisti. Il punto più importante dell’intera operazione Negri sarà, secondo gli esperti, se i Fondi d’investimento entreranno solo come operazione speculativa, pronti a rivendere e a lucrarci sopra: oppure vorranno partecipare come soci all’operazione Piattaforma Europa di Livorno, il che sarebbe un perfetto completamento al finanziamento pubblico che è già stato messo insieme, senza grossi problemi a quel punto per disporre dei 300/400 milioni privati ancora mancanti.
A.F.

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Pubblicato il
3 Settembre 2016

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