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Un’indagine sullo stress dei camionisti

MILANO – Wtransnet, la piattaforma per il networking del settore dei trasporti, ha svolto una ricerca in Italia e Spagna per analizzare il rapporto degli autotrasportatori con le nuove tecnologie e le situazioni stressanti che si verificano nel lavoro quotidiano, con lo scopo di conoscere meglio il mercato e le abitudini dei clienti.
[hidepost]Qual è la principale fonte di stress per i camionisti? Contrariamente a quanto potrebbero pensare i non addetti ai lavori, dobbiamo svelare che non è legata alla guida: dalla ricerca, infatti, risultano al primo posto tra i momenti peggiori nella giornata di un autotrasportatore le situazioni di attesa forzata, come quando si “perde tempo” nel carico/scarico merce, oppure quando si deve attendere in un parcheggio l’apertura della sede o si è in coda al centro di smistamento.
Al secondo posto troviamo la guida imprudente da parte degli automobilisti, che spesso non tengono conto delle possibilità di manovra (e ripresa) di un camion.
Al terzo posto sul podio delle situazioni stressanti c’è – e questo è facilmente comprensibile – l’obbligo di compilazione, per ogni trasporto, di tutte le scartoffie burocratiche.
Ma per cosa viene utilizzata la tecnologia a bordo di un mezzo di trasporto? Ben il 61% degli autotrasportatori si connette a internet dal proprio camion e il 70% dei camionisti intervistati dichiara di utilizzare la borsa carichi per ricercare offerte merci e non viaggiare con il camion vuoto, quindi per lavoro.
Attualmente la tecnologia più presente sui camion italiani è, come immaginabile, rappresentata dall’immancabile “Navigatore GPS” – utilizzato dal 82% dei rispondenti – a pari merito con il tachigrafo digitale, che ha praticamente sostituito quello analogico.
Secondo Wtransnet, la tecnologia può aiutare i camionisti a ridurre il livello di stress generato da queste situazioni: anche il 97% dichiara che una maggiore tecnologia a bordo facilita il lavoro (molto o abbastanza), mentre solo una minoranza (38%) ritiene che l’utilizzo della tecnologia sia esso stesso fonte di stress.

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Pubblicato il
3 Settembre 2016

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