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Il Duci-pensiero sulla governance e l’opzione Tar

GENOVA – Tutto si può dire meno che Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, non sappia parlar chiaro. Nei giorni scorsi, in un’intervista pubblicata dall’Avvisatore Marittimo di Genova, si è chiesto – con immediata risposta – se questo sistema di governance dei porti avviato con la riforma Delrio riuscirà a mettere in moto il sistema portuale italiano e fargli fare il necessario salto di qualità. Ed entrando nel vivo del problema, ha aggiunto, testualmente: “Secondo me per la riforma manca ancora un pezzo – cioè serve una legge speciale che dia a un paio di porti e interporti gli strumenti per operare in un contesto internazionale molto aggressivo, in cui si stanno realizzando forme di concentrazione progressive, come nel settore dei containers, per cui le scelte di quattro o cinque operatori possono fare la fortuna o la sfortuna di un sistema marittimo/portuale/logistico”.
[hidepost]Anche sulla cancellazione dei comitati portuali, sostituiti da ristrettissimi comitati di gestione solo pubblici, Duci ha i suoi timori. “Cancellati i comitati portuali – ha detto – il confronto con le categorie produttive e sindacati avverrà nei tavoli di partenariato; la mia speranza è che non diventino fonte di contenziosi continui con ricorsi alla giustizia amministrativa”. Sottinteso: che la vera governance delle Authorities di sistema portuale non finisca sempre più delegata ai Tar, sarebbe la paralisi dei porti e non solo.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
11 Gennaio 2017

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