Burrasca di libeccio sul Tirreno all’incaglio “Gustav Maersk” e “Sigma”

La Sigma durante il disincaglio notturno.
La Sigma durante il disincaglio notturno.

LIVORNO – La settimana passata, parlando del meteo, è stata una settimana di tregenda. Per il freddo intenso dall’Italia centrale il giù, ma anche per le burrasche di vento che hanno imperversato sulle nostre coste, mettendo in serie difficoltà la navigazione. Con due venture di mare, entrambe fortunatamente risolte senza vittime e con limitati danni: l’incaglio in Calabria della gigantesca “Gustav Maersk” da 9 mila teu (351 metri, 100 mila tonnellate di stazza) liberata dopo una notte di lavoro dei rimorchiatori Grifone e Macistone sotto controllo della Castalia (Ievoli Red) e ripartita con i propri mezzi; e l’incaglio a sud di Livorno, in una zona di bassi fondali particolarmente insidiosa, del cargo “Sigma”, sorpreso all’ancora da una libecciata eccezionale mentre attendeva di entrare in porto a caricare grano. Altro problema c’è stato all’interno del porto labronico, con il porta-auto giapponese “Metis Liverpool” che ha strappato letteralmente una bitta di banchina in Sintermar, intraversandosi e costringendo a un intervento di assistenza i rimorchiatori dell’impresa Neri, che l’hanno poi posizionato al più protetto accosto 35.

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