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“Fake News” o la staffetta è nei piani?

LIVORNO – Bisogna riconoscerlo: sul “caso Provinciali”, il presidente dell’AdsP Livorno/Piombino si sta giocando molto. Con indubbio coraggio per alcuni, confermando quanto ci ha recentemente dichiarato che “il presidente sono io e decido io”. Con un misto di ingenuità e leggerezza per altri, che ritengono stia sfiorando l’illegittimità (o ci sia addirittura dentro) per fare onore a un presunto patto con la Regione Toscana – e non solo – di una staffetta Massimo Provinciali – Roberta Macii da far scattare a metà mandato. Staffetta sulla quale il Comune, che ha molte carte in mano per giocare la sua partita, è nettamente tagliato fuori ma non demorde. Ed è seguito, specie in quel di Piombino, dai tanti che considerano la riconferma di Provinciali del tutto illegittima, anche sulla base di precedenti sanciti dalla Corte Costituzionale; e il seguito con Roberta Macii un tradimento rispetto ai precedenti accordi a favore di Luciano Guerrieri, uno che ha fatto bene prima, durante e dopo.

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Sono chiacchiere, se preferite pettegolezzi, o come dicono gli anglofoni Fake News, notizie fasulle? Scegliete voi. Il problema ha due diversi corni, come la dantesca “fiamma antica”. Da una parte c’è chi sostiene la totale illegittimità dell’atto di conferma di Provinciali, paragonandolo a un regime commissariale sul quale lo stesso ministero MIT si terrebbe prudentemente neutrale; dall’altro c’è l’indubbia esigenza di Corsini di contare su una segreteria generale che lo aiuti a chiudere le tante, tantissime partite rimaste aperte dopo la Riforma e sulle quali il porto si agita, protesta, chiede risposte, sollecita conclusioni (salvo tenere la sordina generalmente bassa, perché i traffici stanno andando bene e nessuno vuol rischiare conflitti di concessioni con chi comanda).

La sorte della gara per la Darsena Europa (ormai di “piattaforma” non si parla più) è solo la punta dell’iceberg dei problemi aperti, che si tira indietro la battaglia per “tombare” l’imbuto tra la foce dei Navicelli e la Darsena Toscana (per ora rimandata con il palliativo delle nuove porte vinciane), l’accelerazione dello “scavalco” per l’interporto/retroporto, il dragaggio della bocca sud (aggiudicato ma rinviato a settembre per motivi balneari), le pressioni sull’Eni per spostare i famigerati e maledetti tubi della strettoia del Marzocco, la vicenda dei bacini di carenaggio vitale per la Benetti e per i riparatori ad essa collegati, la concessione per il “Marina” del Mediceo. Eccetera eccetera. Per non parlare di Piombino, dove Neri e Cantieri San Giorgio stanno sfangando tra montagne di pratiche burocratiche, e dove le banchine a 20 metri continuano al momento ad essere patria più che altro dei gabbiani. Corsini recentemente ha celebrato (si fa per dire) i cento giorni dall’insediamento. Non sono i cento giorni di Napoleone dopo l’Elba, travolgenti per azioni malgrado la fine di Waterloo, anche perchè la battaglia oggi si combatte su cento fronti e con alleanze dalle quali è bene guardarsi. Ma forse in cento giorni potevamo pretendere almeno di avere la “governance”: con o senza Nogarin e con un atto di coraggio istituzionale del quale il porto – i due porti – gli sarebbero stati certo grati.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
1 Luglio 2017

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