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Un capolavoro della natura

LIVORNO – Per i bagnanti e per chi gestisce gli stabilimenti balneari, l’arrivo delle meduse – che si manifesta in questi giorni sia sul Tirreno che in Adriatico – rappresenta un problema. Spesso sopravvalutato: perché se le piccole e quasi invisibili nottiluche e le velelle sono urticanti, ci sono meduse bellissime, veri capolavori policromi come la Cotylorhiza tuberculata della foto qui sopra, che non solo non rappresentano un pericolo per i bagnanti, ma sono veri e propri laboratori di vita, veri “sistemi” che ripuliscono il mare.

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In questi giorni le Cotylorhize (che in italiano vengono chiamate Cassiopee) sono state avvistate in numero crescente rispetto al passato. Tanto che stanno nascendo charter, sia dall’Elba che da Rimini e Riccione, per andarle a fotografare.

Conoscerne la natura e le caratteristiche fa parte della cultura del mare. Ecco che cosa scrive l’enciclopedia del web Wikipedia in merito.

La Cotylorhiza tuberculata o Cassiopea Mediterranea è una scifomedusa, cioè la categoria a cui appartengono le grandi meduse prive di craspedo (cioè la lamella muscolare che si estende lungo l’ombrella delle meduse), appartenente alla famiglia dei Cepheidae. Questo esemplare può raggiungere un massimo di 30 cm di diametro, possiede un particolare ombrello a forma di disco frastagliato di colore giallo e verde, cui si adagiano le cosiddette zooxantelle (cioè alghe unicellulari che vivono in simbiosi con l’ospite scelto; assorbono il diossido di carbonio liberato dall’ospite e in cambio gli forniscono particolari sostanze molto nutrienti). Possiede numerosi tentacoli distribuiti in maniera omogena ma molto corti e infine termina con un particolare bottone apicale di colore blu e viola.

È un animale che nuota e si sposta in maniera molto elegante, muovendo in maniera leggiadra il suo cappello. Preferisce nuotare a pochi metri di profondità, è possibile avvistarla nel Mar Mediterraneo, in particolare nel Mar Adriatico, soprattutto da ottobre a maggio. Nonostante le sue notevoli dimensioni, la Cassiopea Mediterranea non è assolutamente urticante, soltanto i soggetti più sensibili possono avvertire un piccolo pizzicore quando vengono a contatto dei tentacoli. Molto spesso viene confusa con meduse pericolose e incute timore, ma in realtà questo esemplare è del tutto innocuo. La Cassiopea Mediterranea è spesso accompagnata da piccoli pesciolini del genere dei Trachurus o Boops o Seriola, che trovano rifugio e nutrimenti tra i suoi tentacoli. Essendo privi di muscolatura, vengono trasportate dalla corrente (questo esemplare ha un minimo controllo grazie al cappello particolarmente pesante) e sono spesso in balia di predatori che si nutrono facilmente di loro.

La riproduzione avviene in diversi modi, sia in maniera asessuata che sessuata, nonché alcune volte avviene anche per metamorfosi tra individuo genitore e individuo figlio. Nonostante non sia un esemplare particolarmente pericoloso, gli esperti consigliano comunque di mantenere una certa distanza di sicurezza. Dato che negli ultimi anni, nei mari italiani, la presenza di questa particolare medusa è aumentata in maniera consistente, gli studiosi sottolineano l’importanza di non tentare di “togliere” questo esemplare dai mari, in quanto la Cassiopea Mediterranea, determina l’equilibrio dell’ecosistema del Mar Adriatico. Sarà la corrente stessa a riportarla nelle profondità dei mari quando sarà l’ora.

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Pubblicato il
29 Luglio 2017
Ultima modifica
4 Agosto 2017 - ora: 10:42

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