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Il “Destriero” e il suo Nastro Azzurro il gran record ricordato alle Grazie

LA SPEZIA – Il record è imbattuto ancora oggi, un quarto di secolo dopo: 58 ore, 34 minuti e 50 secondi per attraversare l’Atlantico, da ovest ad est, con onda di poppa, al meglio delle condimeteo. 3106 miglia nautiche percorse alla velocità media di 53,09 nodi, pari a 98,323 chilometri orari. Un bolide salmastro. Avvenne venticinque anni fa, il 9 agosto del 1992, col Destriero, la più grande nave in alluminio fino ad allora mai costruita al mondo. Essa prese forma negli stabilimenti Fincantieri del Muggiano e di Riva Trigoso. E di origine spezzina era la maggior parte dei membri dell’equipaggio, a cominciare dal comandante Odoardo Mancini, sinergico al team-manager posto a capo della missione-vetrina, Cesare Fiorio.

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Ai marinai del Destriero il Cantiere della Memoria delle Grazie, fondato dal giornalista Corrado Ricci, dedica le iniziative per ricordare e valorizzare l’impresa, nel 25nnale della conquista del Nastro Azzurro: una mostra fotografica, un film-documentario  col materiale d’epoca messo a disposizione della Fondazione Fincantieri e le interviste attuali ai protagonisti del 1992, con riprese e montaggio a cura di Saul Carassale e Sara Bonatti. La proiezione si è svolta mercoledì 9 agosto, alle 21,30 nel porto antico delle Grazie (Sp), gestito dalla Società Porto Venere Servizi Portuali Turistici, partner del progetto culturale del Cantiere della Memoria, che questa volta fa rotta sul Destriero.

Non solo un’impresa sportiva, la sua. Ma, ancor prima, un trionfo industriale. Sì, perché il primo record centrato dal Destriero fu quello del tempo in cui venne costruito: meno di un anno. Questione di passione, ingegno e… pax sindacale, con i lavoratori all’opera anche di notte, nella condivisione del progetto con i ‘padroni’ che non badarono a spese per centrare l’obiettivo del cosiddetto Nastro Azzurro: Karim Aga Khan, presidente dello Yacht Club Costa Smeralda; Gianni Agnelli, presidente della Fiat; Franco Nobili, presidente dell’Iri; Enrico Gattai, presidente del Coni. Accadde cinquecento anni esatti dopo l’impresa di Cristoforo Colombo (che impiegò 79 giorni ad attraversare l’Atlantico, da est a ovest) e 59 anni dopo il transatlantico Rex (che impiegò 4 giorni, 12 ore e 53 minuti). Storie diverse; ma stesso dna salmastro, stesso felice mix di avanguardia tecnologica e bisogno di sfida, quella che apre nuovi orizzonti, grazie a uomini determinati, coraggiosi, lucidamente folli. Come i membri dell’equipaggio del Destriero, consapevoli dei rischi che avrebbero corso nell’Atlantico in tempesta ma anche delle potenzialità della nave. Alcuni di loro erano presenti nella serata-veglia, per ricordare il trionfo di 25 anni fa. Alla fine brindisi offerto dal Ristorante-Hotel della Baia.

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Pubblicato il
12 Agosto 2017

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