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Vincenzo Onorato sul mondiale J70: cronaca di un escluso dal campionato

Vincenzo Onorato

PORTO CERVO – L’armatore Vincenzo Onorato, che non ha certo perduto la passione della vela agonistica con il passare degli anni, ci ha reso gustosi con una lunga lettera a un Magazine Web delle regate alcuni aspetti controversi del recente mondiale J70 dello Yacht Club Costa Smeralda.

Non ci occupiamo che saltuariamente di regate, ma la personalità di Vincenzo, la sua passione per la vela e – non ultimo – il giudizio su un club che in altri tempi abbiamo frequentato con la stessa sua passione e lo stesso apprezzamento per Gianfranco Alberini che lo dirigeva, ci convincono a riportare alcuni dei passaggi della lettera. Lasciando ovviamente all’autore la responsabilità dell’abbondante pepe di cui sono cosparsi.

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La premessa è che Vincenzo e il figlio Achille si erano iscritti su due barche al mondiale J70 “per avere l’occasione di divertirci insieme – scrive il nostro – e la sera magari sfotterci un pò, davanti a un buon bicchiere di vino”. Per farlo Achille aveva comprato un J70 nuovo di pacca, che però secondo lo stazzatore avrebbe dovuto cambiare la chiglia “non conforme”. Cambiata la chiglia con una nuova “regolarmente certificata”, la barca veniva accettata fino a quando, dopo la chiusura delle stazze e la suddivisione delle flotte, la barca di Achille veniva respinta con altre “per aver modificato la chiglia”. E Vincenzo rileva che nel mondiale precedente a San Francisco le barche che avevano modificato le chiglie erano state accettate. “Potrei aggiungere – scrive testualmente Onorato – che i controlli di stazza sono stati giustamente scrupolosi per alcune barche e un pò meno zelanti con altre, ma come diceva Andreotti “la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici”…

Onorato ricorda anche, nella sua lettera, che il Club ha rifiutato iscrizioni successive alla data limite per quanto il regolamento prevedeva che sarebbe bastato pagare una sopratassa. Poi sottolinea di aver chiesto al comitato organizzatore di cedere la propria barca – regolarmente accettata – ad Achille per farlo comunque regatare, ma che la richiesta è stata respinta “senza addurre alcuna motivazione”. In sostanza, il mondiale “è nato male, con l’esclusione di 7 team competitivi” e predisponendo un solo campo di regata per 180 concorrenti (“Scelta dettata certo dal risparmio – ironizza Vincenzo Onorato – trattandosi come ben noto di un Club povero di risorse”…). Ultima frecciata, l’armatore ricorda con rimpianto quando lo Yacht Club Costa Smeralda era governato dal mai troppo compianto commodoro Gianfranco Albertini, uomo di mare e vero comandante”.

Onorato conclude, sempre con ironia: “Abbiamo buttato un sacco di soldi per non poter partecipare. La storia continuerà nelle aule dei tribunali civili e sportivi per danni. Gli avvocati e i commercialisti non esistono forse per questo? Per non far navigare e non per il contrario”.

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Pubblicato il
16 Settembre 2017

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