Nuove navi “green”, crescita globale e scelte etiche

Nella foto: I relatori del primo panel, da sx Ugo Salerno, Ennio Cascetta, Alfons Guinier, Emanuele Grimaldi, Andrea Annunziata, Mikael Makinen.
ATENE – Crescita su ogni versante del Gruppo Grimaldi e obiettivi chiari ed ambiziosi per l’ulteriore sviluppo futuro. Potrebbe essere questa la sintesi della 22a convention del Gruppo Grimaldi che si è tenuta quest’anno nella capitale greca a sottolineare il ruolo importante di questo paese, ganglio di smistamento dei traffici delle Autostrade del Mare.
Nella relazione del presidente Emanuele Grimaldi e dagli approfondimenti a margine del convegno così come in quelli della conferenza stampa pomeridiana è emerso che l’andamento delle diverse attività del Gruppo nel corso di questo anno – nonostante la fase complessa che sconta il settore merci per la troppa concorrenza e forse anche per un andamento dei mercati non ancora ai livelli delle aspettative – è positivo ed in evoluzione praticamente in ogni segmento. Più nel dettaglio le compagnie del Gruppo Minoan e Finnlines hanno dato ottimi risultati: la prima grazie ad una giusta strategia a lungo termine, partendo da un forte indebitamento, è giunta ad un risanamento totale, investe e crea posti di lavoro; da parte sua la Finnlines raggiunge record nell’offerta dei collegamenti. Più complessa la situazione della consociata ACL che nel Nord Atlantico si scontra con le problematiche dovute al governo Trump, fra le quali i recenti dazi doganali tra blocchi europei e statunitensi, ma riesce comunque a farvi fronte grazie alla sua solidità. Sul fronte del Mediterraneo occidentale Grimaldi Lines registra un aumento di 200mila passeggeri nel primo semestre 2018, aumenti di tonnellaggio nel servizio cargo nelle linee italiane di cabotaggio e potenziamento nei collegamenti “long bridge” tra l’Europa dell’est e dell’ovest. Stabilità nel business delle linee oceaniche EUROMED e DEEPSEA ed introduzione di nuovi porti in Messico e Stati Uniti.
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Una situazione nel complesso favorevole che consente al Gruppo – è stato sottolineato – di avere un profitto netto da investire in nuove navi con un’attenzione sempre maggiore verso la sostenibilità ambientale, l’innovazione e la sicurezza. Infatti gli ultimi ordini riguardano 12 nuove navi ro-ro giganti e green, tre in più delle 9 preannunciate lo scorso anno. Le ulteriori saranno “ice-class” e destinate ai traffici del Mar Baltico e del Nord mentre le altre opereranno nel Mediterraneo. Tutti i nuovi arrivi saranno ai vertici, a livello globale, per dimensioni e per innovazione tecnologica. Dimezzeranno le emissioni nocive per tonnellata ed utilizzeranno elettricità pulita in porto.
Rispetto al ro-pax: nell’ultimo anno la Grimaldi Lines ha ordinato l’allungamento delle due cruise ferry ammiraglie che sarà eseguito il prossimo anno dalla Fincantieri di Palermo; ha ampliato la flotta con 6 unità “Star Class” in tutta Europa attraverso le sue compagnie e progetta per il futuro 4 ulteriori ro-pax, la cui classe è già stata battezzata “Super-Star Class”, pensati per le rotte mediterranee e nord europee. Il tutto con l’ambizione di arrivare ai previsti 4 milioni di passeggeri a fine 2018 (3,5 mln sono stati quelli del 2017) e raggiungere i 5 milioni di passeggeri nel 2019.
“Vogliamo produrre la migliore nave possibile – ha detto Grimaldi riguardo ai futuri ordini – questo è il nostro obiettivo, da sempre. Le nostre navi più grandi hanno circa 20 anni quindi inizieremo il rinnovamento partendo da queste: cinque-sei navi multipurpose saranno realizzate con criteri decisamente avanzati; approfondiremo le necessità dei mercati con gli ingegneri navali e valutiamo di essere pronti fra un anno, quantomeno per ordinarle. È presto per dire con esattezza quale sarà l’importo dell’investimento complessivo fra le multipurpose e le Super Star Class, ma ritengo che si aggirerà intorno al miliardo di euro”.
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Anche dal lato terra sono stati annunciati investimenti in molti porti europei, compresi quelli italiani di Salerno, Catania e Savona; investimenti che riguardano nuove banchine, nuovi terminal, equipment e soluzioni volte alla sostenibilità ambientale. Proprio su questo punto il presidente ha detto: “I cambiamenti climatici che registriamo ci fanno rendere conto di quanto la sostenibilità ambientale sia sempre più importante, ma ricordiamo che perseguirla e metterla al primo posto oltre ad essere un dovere di responsabilità sociale aiuta anche dal lato economico dato che il costo del carburante è circa due volte e mezzo quello della risorsa umana. Questo è un incentivo per tutti”. Grimaldi Group lavora da tempo per ridurre le emissioni nocive: con gli investimenti sulle vernici al silicone, il miglioramento dei sistemi di propulsione su 30 navi e l’installazione di scrubber su 26 i suoi dati 2017 riportano il doppio risultato dell’aumento dell’11% delle tonnellate di carico trasportate e della riduzione di emissioni di CO2 del 3% per miglio nautico e di SO2 del 6,2%. Riguardo al limite dello 0,5% sulle emissioni di zolfo imposto dall’IMO entro il 2020 il gruppo partenopeo ritiene importante rispettarne i tempi d’attuazione tanto da aver costituito recentemente, insieme ad altre 15 compagnie di navigazione, la Clean Shipping Alliance Association. “Riteniamo però che si debbano prevedere delle formule di salvaguardia da ingiuste sanzioni per quegli armatori che, loro malgrado – ha detto Grimaldi – non riescano a rispettare i limiti per l’oggettiva impossibilità di reperire il bunker a basso tenore di zolfo”.
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Fra i molti temi affrontati da Emanuele Grimaldi, la spina nel fianco delle sproporzioni nelle sovvenzioni erogate dal governo italiano alle compagnie che effettuano le tratte per garantire la continuità territoriale. Il presidente ha suggerito la soluzione spagnola che prevede che tutte le compagnie navali rispondenti ai necessari requisiti possano sottoscrivere una convenzione con lo Stato stabilendo i costi dei biglietti e lasciando ai cittadini la possibilità di scegliere con chi viaggiare gratuitamente. Altro tema quello della sicurezza dei marittimi, sul quale Grimaldi ha confermato che applicherà il protocollo di Atene: protocollo che prevede solo personale comunitario sulle navi che circolano tra porti europei. “Ad oggi – ha detto – su 4000 persone che lavorano sulle nostre navi ro-pax solo 40 sono extracomunitarie ed entro la fine dell’anno verranno sostituite con personale italiano o comunitario. I marittimi che lavorano con noi – ha concluso – rappresentano specularmente l’attività che svolgiamo nei loro paesi di origine. Per noi questo incarna soprattutto un concetto etico: offrire lavoro al Paese che ci dà lavoro”.
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