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Dragaggi, progetto Sedriport

Nella foto (da sx): Pagano (AdSP), Caruso (Provincia), Roose (Ceda) e Ferla (Ispra).

LIVORNO – Il tema è stato la valutazione degli effetti fisici conseguenti alla movimentazione dei sedimenti in aree marine costiere, con relativi strumenti e metodologie di approccio. In Fortezza Vecchia, messa a disposizione dall’Autoritrà di sistema portuale del Tirreno settentrionale, sono convenuti per uno degli Interreg Italia – Francia oltre un centinaio tra esperti, rappresentanti di istituzioni, tecnici e specialisti. Tante relazioni, tutte estremamente tecniche e infine una tavola rotonda che ha concluso la giornata per la ricerca di “un metodo generale per trovare soluzioni specifiche” nel rispetto dell’ambiente ma anche dei valori economici.

Il convegno è stato aperto dai saluti istituzionali del dottor Pagano per l’Autorità portuale di Livorno, dall’assessore provinciale Caruso e dal dottor Roose dell’istituto CEDA, che opera come collettore di dati nell’Interreg. Ha fatto da moderatore M. Ferla dell’Ispra. È stato ricordato che capofila di Sedriport è la regione Sardegna in partenariato con il dipartimento fancese del Var, le università di Cagliari e di Tolone, la provincia di Livorno, Arpal Liguria, Ispra e office des transports della Corsica. Il progetto è finanziato per quasi 2 milioni di euro di cui 1,5 dal fondo europeo di sviluppo regionale.

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Tecnicismi a parte, il dibattito si è sviluppato sulla ricerca di linee guida da adottare congiuntamente negli spazi transfrontalieri sulla tematica dei dragaggi per il ripristino dei fondali, sia costieri che portuali, e della gestione dei sedimenti. È stato sostenuto anche che i cambiamenti climatici stanno avendo un ruolo importante nel favorire gli insabbiamenti dei porti e nel velocizzare le dinamiche di insabbiamenti, aumentando sia i rischi per l’ambiente sia quelli per le attività economiche legate al trasporto marittimo.

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Pubblicato il
13 Aprile 2019

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