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Aperto a Livorno in Comune un tavolo di crisi città-porto

Stefano Corsini e Riccardo Breda

LIVORNO – Si è tenuta mercoledì scorso la riunione voluta dal sindaco Luca Salvetti e dall’assessore al porto Barbara Bonciani sulla crisi del settore crociere a Livorno e la situazione della Porto Livorno 2000, società deputata, come noto, alla gestione del traffico passeggeri nel porto di Livorno.

La società è colpita in maniera pesante – sottolinea la nota del Comune sulla riunione del tavolo – dall’emergenza Covid-19 a causa dell’azzeramento del traffico traghetti e crociere; crisi che impatta in maniera pesante sulla città, considerato sia l’indotto turistico imprenditoriale legato a questo segmento di traffico, sia al numero dei lavoratori afferenti, sia dipendenti che stagionali.

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Alla riunione hanno partecipato i vertici dell’AdSP MTS Stefano Corsini e Massimo Provinciali, insieme a Simone Gagliani e Francesco Ghio e i vertici della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda e Pierluigi Giuntoli.

Il sindaco e l’assessore Bonciani hanno evidenziato – continua la nota – l’importanza di agire immediatamente sulla crisi, promuovendo in modo congiunto misure e strategie adeguate, finalizzate, sia a favorire un monitoraggio continuo, sia a gestire il contenimento degli effetti economici e sociali da questa derivanti.

Uno dei primi benefici – dice il documento – può arrivare alla società che gestisce il traffico passeggeri dall’applicazione, da parte di AdSP MTS, delle norme previste nel Decreto Cura Italia per quanto riguarda la sospensione dei canoni concessori. Misura che intende contrastare effetti prodotti dal calo dei traffici portuali a danno dei concessionari, già attivata in modo estensivo, non solo alle merci, ma anche ai passeggeri da altre Autorità di Sistema Portuale, come nel caso di Bari.

Nel corso della riunione si è discusso anche dell’idea lanciata dal sindaco e dall’assessore Bonciani ad AdSP, circa la possibilità di riconvertire temporaneamente le aree dedicate ai traffici passeggeri, oggi inutilizzate. Si tratta di aree non doganali, ma che potrebbero essere utilizzate già da ora per lo stoccaggio di auto, semirimorchi e prodotti forestali, garantendo un’entrata per il terminal.

I vertici dell’AdSP hanno evidenziato che nel confronto con gli operatori portuali non si ravvisano ad oggi necessità in termini di ulteriori spazi disponibili per la merce in arrivo. Tuttavia si è convenuto sul fatto che l’evoluzione poco chiara dell’emergenza sanitaria in corso e le difficoltà che potrebbero generarsi in altri porti in termini di spazi a disposizione per lo sbarco e stoccaggio merci dovrebbero aprire una riflessione comune per la formulazione di un piano B, favorendo una mappatura di quelle che potrebbero essere le aree portuali e retroportuali da mettere eventualmente a disposizione nel caso di riscontrata necessità.

Come hanno sottolineato il sindaco e l’assessore, c’è inoltre da tener conto di come evolverà l’ondata dell’emergenza sanitaria Covid-19 in quei paesi esteri che hanno rapporti commerciali con il porto di Livorno: effetti che potrebbero riflettersi sullo scalo probabilmente fra qualche mese. Tutto questo ci porta a dover monitorare giornalmente l’andamento della merce nei porti italiani e favorire soluzioni contingenti, con la capacità anche di programmare soluzioni future, in modo che la città e il porto, con le proprie imprese e lavoratori possano uscirne nel modo più indolore possibile.

La riunione si è conclusa con due decisioni prese in modo congiunto: sindaco e assessore convocheranno la prossima settimana una riunione sulla crisi del comparto crociere convocando Porto Livorno 2000.

La Casa comunale sarà sede di un tavolo allargato di crisi città-porto in cui l’amministrazione comunale, insieme ad AdSP MTS, Capitaneria di Porto e stakeholder portuali lavoreranno insieme per monitorare e gestire gli effetti economici e sociali dell’emergenza Covid-19 sul sistema città porto di Livorno.

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Pubblicato il
4 Aprile 2020

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