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La filiera della pesca al setaccio nel Nord Sardegna

OLBIA – Si è conclusa nei giorni scorsi un’intensa attività effettuata in tutto il Nord Sardegna, sotto il coordinamento del 15° Centro di Controllo Pesca della Direzione Marittima di Olbia al Comando del C.V. (CP) Maurizio Trogu, volta a verificare il rispetto della normativa in materia di tracciabilità e rintracciabilità nell’ambito della filiera della pesca a tutela del consumatore finale.

Tale attività di controllo ricade – come già riferito su queste pagine – all’interno di una più ampia missione operativa disposta da parte del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera su tutto il territorio nazionale, denominata S.C.I.P. (Specific Control and Inspection Programme) 2020, che prevede l’effettuazione di missioni navali, aeree e terrestri, comprese quelle che prevedono lo scambio di ispettori con altri Stati Membri, da eseguirsi sotto il coordinamento dell’E.F.C.A. (European Fisheries Control Agency) l’Agenzia europea per il controllo della pesca con sede a Vigo in Spagna.

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Nell’ambito dei controlli in mare è stato previsto l’impiego della motovedetta d’altura CP 273 della Capitaneria di porto di Olbia con a bordo un’aliquota di ispettori qualificati che, nel corso di 72 ore di attività operativa, hanno sottoposto ad ispezione n° 14 unità da pesca in tutta l’area Pesca del Nord Sardegna (da P.ta Tangone a Capo Monte Santu).

Al termine dell’attività che ha previsto mirati controlli a pescherecci, centri di ingrosso di prodotto ittico, supermercati, pescherie e veicoli commerciali frigoriferi sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 9.500 euro, nonché posti sotto sequestro attrezzi da pesca non consentiti, nello specifico reti con maglie non conformi alle dimensioni previste che impediscono così la selezione del prodotto ittico catturato ed il rispetto delle taglie minime imposto dalle vigenti normative.

Nel corso dell’operazione è stato inoltre controllato un mezzo commerciale in fase di sbarco nel porto di Olbia proveniente da Civitavecchia a cui a seguito di accurata ispezione sono stati posti sotto sequestro 11 esemplari di tonno rosso (thunnus thuynnus) per un peso complessivo di circa 1500 chilogrammi di prodotto ittico risultato sprovvisto delle previste informazioni relative alla tracciabilità del pescato.

La cattura di questa pregiata specie bersaglio è consentita infatti ad un numero ristretto di unità in possesso di apposita licenza ed è vigilata secondo un rigido sistema di controllo normativo previsto, tra l’altro, dall’Unione Europea che ha adottato misure restrittive, in linea con le leggi internazionali, per regolamentarne le catture negli Stati membri. L’attività di controllo in parola rientra nel servizio che il Corpo delle Capitaneria di Porto – Guardia Costiera rende al cittadino per la tutela sia della salute pubblica che dell’ecosistema marino, vigilando costantemente sulla corretta applicazione della normativa in materia di pesca.

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Pubblicato il
20 Giugno 2020

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