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Assobalneari e Assomarinas sulle concessioni demaniali

ROMA – Assobalneari Italia e Assomarinas, aderenti a Federturismo Confindustria, hanno inviato, subito prima della crisi, al Governo e ai Ministeri competenti, un parere tecnico-legale redatto dal professor Zunarelli dell’Università di Bologna, in cui, in difesa di due leggi dello Stato vigenti, la n. 145/2018 e n. 77/2020 (Decreto Rilancio), vengono svolte argomentazioni da porre a fondamento di una contestazione dei rilievi formulati nella lettera di messa in mora della Commissione Europea al Governo Italiano del 3 dicembre 2020, relativa alla legislazione italiana di proroga al 2033 della durata delle concessioni demaniali per attività turistiche e ricreative.

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Il presidente di Assobalneari Italia, Fabrizio Licordari, rileva come lo studio ponga in evidenza due elementi che chiariscono come le norme censurate dalla Commissione non siano in contrasto con il diritto europeo “in primo luogo perché la stessa sentenza della Corte di Giustizia Promoimpresa, del 2016, richiama non solo il principio del legittimo affidamento per le concessioni rilasciate prima del 2010, ma tutte quelle deroghe relative alla scarsità delle risorse costiere disponibili e l’interesse transfrontaliero certo dei cittadini della UE allo sfruttamento di tali risorse. Tali principi costituiscono presupposti indispensabili per l’applicabilità della Direttiva Bolkestein, Direttiva che, per le sue caratteristiche, non sarebbe immediatamente applicabile nell’ordinamento giuridico italiano, in quanto non autoesecutiva, come evidenziato dalle più recenti sentenze del TAR Puglia Lecce.

In secondo luogo perché la stessa Direttiva Concessioni del 2014, successiva alla Bolkestein risalente al 2006, al considerando 15 precisa che gli accordi aventi ad oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico … quali terreni o qualsiasi proprietà pubblica non dovrebbero configurarsi come concessioni … ma come contratti di locazione di beni o terreni di natura pubblica. Quindi i contratti di locazione di beni pubblici (ed assimilabili) si pongono nel diritto dell’unione europea al di fuori dell’ambito di applicazione sia della Direttiva Bolkestein che della Direttiva Concessioni. La stessa Corte di Giustizia, in una sentenza del 2007, con riferimento ad una concessione demaniale marittima era in precedenza pervenuta alla medesima conclusione, ritenendo tale rapporto concessorio assimilabile alla locazione di beni pubblici.”

Dichiara, inoltre, il presidente di Assomarinas Roberto Perocchio, che il Governo italiano non può più far finta di niente di fronte ad una procedura inaccettabile e rinviare la soluzione del problema, ma deve cogliere l’occasione per ribadire la non applicabilità della Direttiva Servizi alle concessioni demaniali marittime.

I due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate dalla Commissione stanno scadendo e si deve far presto per tutelare l’intera filiera di imprese turistiche costiere, lacuali e fluviali, per garantire la continuità e la messa in sicurezza di un settore che, altrimenti, complice anche la pandemia, rischia di essere affossato.

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Pubblicato il
30 Gennaio 2021
Ultima modifica
21 Febbraio 2022 - ora: 11:40

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