Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Agostinelli: politica, sveglia!

Andrea Agostinelli

GIOIA TAURO – Nel corso dell’evento “Il Porto Incontra” organizzato da Fise Uniport a Gioia Tauro, nei locali di MedCenter Container Terminal, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, dopo aver sottolineato i punti di forza dello scalo di Gioia Tauro, ha detto: “Qui c’è un pezzo dello Stato che ancora riesce a progettare, a realizzare e a sognare, in una cornice di legalità. Ora l’alternativa è della politica, quella regionale e soprattutto quella nazionale, se condividere il nostro sogno, con uno sforzo chirurgico e definitivo, per completare lo sviluppo a terra del nostro porto, oppure lasciare Gioia Tauro così com’è, con i suoi 3 milioni di contenitori annui, primato nazionale, occupazione bene o male salvaguardata, ma nessuno sviluppo del retroporto, nessun beneficio per la Calabria e per il Sud”.

Agostinelli ha quindi percorso i passi che, negli ultimi anni, hanno riportato lo scalo ai vertici internazionali del transhipment “Questo è un porto nuovo dai fondali abissali – ha aggiunto – che curiamo in modo maniacale. Non a caso, le navi porta containers più grandi del mondo ormeggiano qui e in nessun altro porto in Italia. Qui abbiamo le infrastrutture più moderne, un armatore, che è anche terminalista, che sta investendo 210 milioni di euro, anche con il contributo di questa Autorità di Sistema Portuale, e che tutti gli altri porti ci invidiano e corteggiano.

Abbiamo realizzato in questi anni infrastrutture modernissime, il viadotto De Maria e il gateway ferroviario che il porto aspettava da 30 anni, una delle pochissime opere strategiche nazionali del Sud arrivata dalla progettazione alla bollinatura della Corte dei Conti. E poi un bacino di carenaggio per il quale sono pronte le risorse e che fino a 4 anni fa appariva un miraggio visionario e che oggi sta diventando realtà.

[hidepost]

Ne siamo orgogliosi. In questo contesto, che è quello della Calabria più profonda e nel pieno dell’emergenza pandemica, maestranze portuali e terminalista hanno realizzato nel 2020 uno stupefacente +26% dei traffici, che si contrappone alla flessione a doppia cifra di tutti gli altri porti del pianeta. Noi siamo orgogliosi anche delle nostre maestranze e del nostro terminal”.

“E poi c’è il resto del mondo – ha continuato Agostinelli – c’è la “questione meridionale” che vede questa meraviglia portuale godere del più ampio retroporto nazionale ampio 370 ettari, gode di strade, autostrade, ferrovia, per non dire di un aeroporto internazionale a 60 km di distanza. Abbiamo il sogno visionario di farlo diventare il volano economico di una intera regione, se non dell’intero Meridione, abbiamo il sogno visionario di un collegamento via ferro con gli interporti campani e pugliesi, magari via Corigliano, nonostante una Zona Economica Speciale che non decolla, una “alta capacità ferroviaria” ad oggi inesistente, e questo è l’obiettivo che il PNRR deve raggiungere, non dimenticando che il problema della Regione si chiama alta velocità.

E poi c’è una cultura portuale qui del tutto mancante. Siamo un porto giovanissimo, senza storia, senza cultura marinara, senza la coscienza diffusa di essere un grande porto Mediterraneo. Ne parliamo ogni giorno con le organizzazioni sindacali, con le università, con la società civile, con la politica.

Qualcosa sta cambiando. Cinque anni fa i giornali titolavano che il porto di Gioia Tauro era il porto della cocaina. Oggi, proprio oggi, questo è il titolo di rilievo che ci riconosce Affari e Finanza “Gioia Tauro, un porto da record per rilanciare la Calabria e il Sud”. E infine c’è la Ndrangheta, il convitato di pietra di ogni discussione sui problemi calabresi. Abbiamo qui le Istituzioni, le migliori Forze dell’Ordine e di Polizia, la migliore magistratura per combattere questa piaga mentre noi facciamo ogni sforzo per tenerla fuori dal porto, con indagini capillari su ogni appalto e sub appalto”.

[/hidepost]

Pubblicato il
20 Novembre 2021

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio