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Noli bassi e politica dei blocchi condizionano il trading

Andrea Monti

GUASTICCE – C’è il vecchio proverbio secondo il quale è l’uccello dell’alba che becca il verme più appetitoso. Tradotto in termini umani, è chi corre di più, si muove in campo internazionale e tocca con mano il trading ad avere la visione più corretta: e a trarne i vantaggi. È il caso di 👤 Andrea Monti, dell’impresa famigliare Sogese, che dall’interporto Vespucci di Guasticce opera in tutto il mondo nel settore dei container, ma con vendite, noleggi a lungo termine e soluzioni iper-personalizzate. Con Monti quanto sta avvenendo nel mondo dei container diventa più chiaro, nei limiti di dinamiche mondiali che chiare non sono per guerre, inflazione, pratiche di dumping, scontri politici e sanzioni.

🎙️ Una prima preoccupazione: la guerra in Palestina sta portando aggravi al settore marittimo?

🗣️ “Non c’è una reazione univoca: alcune compagnie hanno allentato i contatti con i porti d’Israele, e ne risente Haifa in primo luogo. Ma altre compagnie non hanno invece ridotto le toccate, mantenendo un assetto di prudenza. L’impressione è che mentre un tempo era l’economia a determinare i collegamenti marittimi più importanti e redditizi, oggi sia la divisione in blocchi politici a fare la differenza. E ciascun blocco tende ad essere autoreferenze, cioè a privilegiare rapporti interni. Una situazione che ovviamente cambia molti parametri nelle scelte, anche perché tutto questo si intreccia con la politica monetaria mondiale, i tassi d’inflazione che variano, e alla fine con i consumi nei paesi serviti dalle rotte. Niente può essere dato per scontato”.

🎙️ Andando a vedere i noli marittimi non sembra un momento facile per le compagnie di navigazione.

🗣️ “I noli sulle grandi rotte permanenti, Usa-Cina e Cina-UE hanno toccato il minimo storico a settembre, e continuano ad essere  depressi. Nemmeno l’imminenza delle feste di fine d’anno sembra aver smosso più di tanto, segno che i consumi in tutti i principali paesi stagnano. Si può ipotizzare una normalizzazione lenta, ma non sul breve periodo. Dobbiamo ricordare che sono in avanzata fase di costruzione molte navi del settore container, tutte con caratteristiche assai avanzate anche sul piano green: e quando entreranno in servizio, già dall’anno prossimo, porteranno ulteriori assestamenti, probabilmente con un progressivo adeguamento dei noli a salire”.

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🎙️ Perché a salire, visto che saranno navi più efficienti, probabilmente con maggiori carichi unitari e meno personale di bordo?

🗣️ “Perché saranno navi più costose, perché manderanno in pensione navi di oggi ancora tecnicamente efficienti ma forse fuori mercato per le regole IMO; e specialmente perché dovranno usare carburanti “puliti”, molto più cari degli attuali, probabilmente non reperibili ovunque.”

🎙️ Ultimo interrogativo: il mercato dei contenitori, nuovi o usati, sembra anch’esso in un momento di stanca…

🗣️ “È lo scontato risultato del rapporto tra domanda e offerta: nel 2022 sono stati costruiti molti contenitori, specie da 40’, per rimpiazzare i vuoti degli anni precedenti, ma siamo andati oltre le richieste e nel 2023 se ne sono costruiti meno di 1/4. Anche i contenitori invecchiano e mi aspetterei dunque che nel tempo non lunghissimo anche il prezzo di un singolo 40’ andrà ad aumentare. Così il business diventa, almeno in teoria, acquistare oggi a prezzi bassi per investire in operazioni a lungo termine: operazione che naturalmente ha i suoi margini di rischio”.

(A.F.)

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Pubblicato il
11 Novembre 2023
Ultima modifica
13 Novembre 2023 - ora: 13:29

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