In Campania mare più pulito

Nella foto: Una spiaggia vicino a Caserta.

NAPOLI – Non è poi tutto negativo, sul piano dell’ambiente, il rapporto sulle coste italiane del sud. È disponibile la nuova classificazione delle acque di balneazione in Campania, propedeutica alla stagione balneare 2024. Aumentano i tratti di mare di qualità “eccellente” (dall’88 al 90% della costa monitorata), grazie ai miglioramenti registrati in provincia di Caserta. Le acque non balneabili restano al 3%.

Sul Bollettino ufficiale della Regione Campania (n.90 del 27 dicembre 2023) è stata pubblicata la delibera di Giunta regionale (Dgrc n.755 del 18.12.2023) che attribuisce a ciascuna acqua destinata alla balneazione la specifica classe di qualità per l’intera stagione balneare 2024. La classificazione è stata elaborata dall’Arpa Campania – in particolare dalla UO Mare diretta dal dottor Giuseppe Onorati – mediante elaborazione statistica degli esiti analitici delle ultime quattro stagioni balneari (2020-2021-2022-2023), così come prevede la normativa vigente di settore. In media, in un anno vengono prelevati, su un totale di circa 480 chilometri di costa campana adibita alla balneazione, all’incirca 2500 campioni e effettuate oltre 5mila determinazioni analitiche per la ricerca degli indicatori di contaminazione fecale (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali).

Le acque risultate di qualità sufficiente, buona, eccellente e quelle di nuova classificazione sono da considerarsi balneabili ad inizio stagione balneare ma suscettibili di divieto temporaneo in caso di non conformità registrate nell’ambito dei controlli stagionali. Le acque risultate, invece, di qualità scarsa sono da ritenersi non balneabili per l’intera stagione balneare ma saranno ugualmente monitorate secondo il calendario regionale così da poterne consentirne un eventuale recupero.

A inizio stagione i sindaci dei comuni con acque classificate “scarse” nel proprio territorio dovranno emanare un’ordinanza di divieto di balneazione e provvedere, ai sensi del DM 19 aprile 2018, alla trasmissione telematica sul software dedicato del Ministero della Salute; il divieto potrà essere però essere revocato, anche in corso di stagione balneare, al verificarsi delle condizioni di legge che ne attestino il risanamento (d.lgs. 116/08 e DM 30.03.2010).

Parimenti alla scorsa annualità, così come dal 2018 in poi, si conferma il 97% di costa balneabile a fronte del restante 3% di costa non balneabile (circa 15 km) perché dichiarata di qualità scarsa nella succitata delibera regionale. Resta esclusa dal conteggio la quota di litorale non utilizzabile ai fini balneari, circa 60 chilometri, per la presenza di aree portuali, servitù militari, canali e foci di fiumi non risanabili, zone di aree marino protette.

Per il 2024, rispetto alla scorsa stagione balneare sono ventotto le acque che hanno variato la classe di qualità: ventidue sono migliorate e le restanti sei in peggioramento .

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