Banchine ed elettrificazione

Luca Brandimarte

LIVORNO – Un dibattito serio, finalmente approfondito su uno dei temi più discussi a livello di sosta delle navi in porto: lunedì sera al Propeller Club livornese, si sono confrontati veri esperti a livello nazionale, su un aspetto del cold ironing tanto conclamato: cioè dell’energia elettrica fornita a bordo. Relatori, dal programma: Giacomo Rispoli (MyRechemical) Damiano Landi (Terna) Paolo Ferrandinoi (Fise Uniport) Daniele Ciulli (Cruise terminal La Spezia/Carrara). La sintesi, affidata all’avvocato nostro collaboratore Luca Brandimarte, è quella che riportiamo qui sotto. (A.F.)

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Come noto l’elettrificazione delle banchine è uno strumento di cui si parla oramai da svariati anni e che viene talvolta visto come uno dei possibili strumenti per ridurre se non, in prospettiva, azzerare le emissioni nocive all’interno dei porti, contribuendo anche ad una migliore vivibilità delle aree urbane che si sviluppano a ridosso delle banchine; situazione questa molto diffusa soprattutto in Italia dove gli scali sono incastonati all’interno delle città.

Nel contempo è emersa la complessità della vicenda, complessità che andrà analizzata con adeguati interventi di regolazione a stretto giro di posta, visto che i fondi per l’implementazione dell’infrastruttura sono legati al PNRR e hanno quindi una “scadenza” molto vicina nel tempo. Ora, sorvolando in questa sede sulla realizzazione dell’infrastruttura, ed assumendo di essere già in una ipotetica fase di “chiavi in mano”, sono tre le tematiche da tenere in considerazione.

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