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Il blocco del porto di Brindisi

ROMA – “Ormai da quasi due settimane – scrive Federagenti sostenendo le esigenze puntualizzate da Raccomar Puglia – il porto di Brindisi è a tutti gli effetti bloccato da un’azione di protesta intentata dai lavoratori di un’azienda dell’indotto Enel che con un picchetto impediscono l’accesso e l’uscita dalle banchine portuali.“ Pur comprendendo le legittime proteste di lavoratori che vedono minacciato il loro posto di lavoro, -continua la nota – non è accettabile che si inneschi sulla crisi della centrale Enel una reazione a catena capace di annientare l’operatività del porto mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende e centinaia di posti di lavoro nonché l’immagine del nostro porto”.

Il presidente di Raccomar Puglia, l’associazione degli agenti marittimi raccomandatari pugliesi, Marcello Gorgoni, ha chiesto alle Istituzioni competenti, in sintonia con il presidente nazionale di Federagenti, Alessandro Santi, precise garanzie circa operatività del porto. Una nave ha atteso in rada da oltre una settimana di poter essere ormeggiata. Questo destino potrebbe riguardare altre unità mercantili attese nelle prossime ore; mentre ad alcune unità, con evidente disparità di trattamento, è stato consentito di operare.

“I porti – sottolinea Gorgoni – svolgono una funzione strategica di servizio pubblico per il Paese, e pur rispettando le istanze dei lavoratori, non è né concepibile, né accettabile, che possano essere paralizzati o addirittura presi in ostaggio, senza che nessuna Istituzione competente intervenga”.

Pubblicato il
3 Agosto 2024
Ultima modifica
5 Agosto 2024 - ora: 12:24

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