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SOS BOLLETTE

Così le imprese si difendono dai costi extra dell’energia

Zambelli: autonomia contro l'instabilità

BOLOGNA. Ogni megawattora risparmiato equivale, per un’impresa energivora, a un risparmio medio di circa 100 euro: 10mila euro all’anno per ogni mille MWh di consumo. Basterebbe questo dato a far capire che l’efficienza energetica “non è più un’opzione, ma una necessità”, a maggior ragione adesdo che siamo in “un contesto di crescente volatilità dei mercati energetici”. Oltretutto la minaccia di una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per “un quarto del petrolio mondiale”, alimenta l’incertezza sul prezzo del greggio (con il rischio concreto ghe voli ben oltre la soglia psicologica dei 100 dollari al barile).
Come reagiscono le aziende?
“Accelerando percorsi di efficientamento energetico”, dice  Fabio Zambelli, direttore del Consorzio Esperienza Energia (Cee): “Soprattutto nei settori energivori, quelli industriali che hanno alti costi energetici rispetto al fatturato e che si trovano in specifici settori a rischio delocalizzazione”.
Il Consorzio Esperienza Energia (www.consorzioesperienzaenergia.it) è attivo dal ’99 e offre servizi di “energy management” rivolti alle imprese, garantendo un’efficace gestione dei costi e dei consumi energetici, oltre a fornire supporto nella gestione burocratica e amministrativa. Grazie a un monitoraggio costante dei mercati e a un confronto diretto con le aziende, – si afferma – il consorzio individua le migliori strategie per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale e, tramite un’analisi approfondita dei consumi energetici, suggerisce interventi mirati per ottimizzare costi ed efficienza energetica.
Zambelli segnala “un numero crescente di richieste da parte delle aziende, spinte non solo da obblighi normativi, ma soprattutto dall’urgenza di contenere i costi e aumentare la propria autonomia energetica”. Da tradurre così: “Sempre più imprese scelgono di investire in impianti di produzione energetica, anche da fonti rinnovabili, per ridurre la dipendenza dal mercato e dai suoi continui rincari”.
Con gli interventi di efficientamento energetico è possibile ottenere in media un risparmio del 5%, affermano dal quartier generale del Consorzio (ma “naturalmente, il risultato può variare sensibilmente in base al tipo di processo produttivo, alla natura dell’intervento e all’entità dell’investimento”).
Certo che esiste un rischio competitività, se i prezzi dovessero continuare a salire (“o anche solo restare su livelli elevati”) per le piccole e medie imprese italiane rispetto alle imprese tedesche, francesi e spagnole. Lo sappiamo tutti che i costi delle materie prime risultano “quasi doppi rispetto a quelli sostenuti in questi Paesi”, e questo crea “un divario competitivo tutt’altro che trascurabile”.
Come difendersi?
Zambelli ammette: “Nel mezzo della tempesta è difficile trovare il porto sicuro: se non si sono adottate strategia di copertura del rischio e dei prezzi nei mesi scorsi sarà arduo oggi trovare soluzioni ai prezzi in aumento”. A suo giudizio, in questi momenti la scelta migliore è quella di “adottare strategia di breve: individuare fornitori che permettono di coprire a prezzo fisso il contratto di fornitura di energia dei prossimi mesi per limitare la volatilità dei prezzi”.

Pubblicato il
8 Luglio 2025

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