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SANITÀ

Medici Usmaf ridotti al lumicino. Filt Cgil: che guaio per i marittimi

«In tutto il territorio livornese solo due generici e zero specialisti»

La sede dell’Usmaf a Livorno

LIVORNO. È «altamente insufficiente» il numero dei medici del servizio statale dell’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf): in virtù delle carenze d’organico non ce la fa a soddisfare le necessità dei lavoratori marittimi. Conseguenza: sempre più spesso sono «costretti a rivolgersi o alla sanità pubblica classica (con tempi di attesa incompatibili con le loro necessità) o alla sanità privata (con evidenti conseguenze negative dal punto di vista economico)». Tutto ciò è inaccettabile: parola di Giuseppe Gucciardo, segretario generale del sindacato Filt Cgil Livorno.

Il dirigente sindacale parla dei medici della sanità marittima come di «un’emergenza nazionale che pesa tantissimo sul territorio livornese». Gucciardo fa parlare i numeri: in tutta la provincia di Livorno sono «soltanto due (uno a Livorno e un altro a Portoferraio)» i medici dell’Usmaf “generici”, cioè quelli ai quali si devono, ad esempio, rivolgere i marittimi per la richiesta di un certificato di malattia o per la cura di patologie generiche. È un numero del tutto inadeguato a soddisfare le necessità delle centinaia di lavoratori marittimi del territorio, dice l’esponente Filt Cgil.

Già va male fra i medici generici ma è nulla in  confronto a quel che accade per i medici Usmaf specialisti (cardiologi. Oculisti, ecc.): in tutto il territorio livornese non ce n’è nemmeeno uno. «Tutto ciò ha ripercussione anche sui tempi necessari per effettuare le visite specialistiche propedeutiche per chiedere il rinnovo della certificazione obbligatoria biennale per confermare l’idoneità al lavoro», afferma il leader sindacale. La conseguenza? Al lavoratore marittimo non resta che «rivolgersi o alle strutture generiche del servizio pubblico (con i purtroppo famosi tempi di attesa estremamente lunghi) oppure alle strutture private». Gucciardo si rivolge ai vertici dell’Usmaf: occorre che «intervengano quanto prima» per cercare di risolvere una situazione che «sta diventando sempre più critica».

Pubblicato il
20 Novembre 2025

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