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LA FRANA DI NISCEMI

Uggè: specula sul dolore della Sicilia chi chiede di fermare il Ponte sullo Stretto

Il leader dell’autotrasporto difende il progetto del governo e accusa la sinistra

Paolo Ugge presidente Fai

ROMA. Lo storico leader degli autotrasportatori Paolo Ugge, presidente di Fai, difende a spada tratta il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, una bandiera del governo Meloni e soprattutto del vicepremier Matteo Salvini: lo fa in relazione al dissesto di Niscemi, accusando «una parte della sinistra» di «speculare sul dolore delle persone per fare opposizione politica, arrivando a chiedere la sospensione dei finanziamenti per il Ponte».

Dopo aver espresso «piena vicinanza e solidarietà alle persone e alle comunità della Sicilia e del Sud duramente colpite dagli effetti devastanti del maltempo», giudicando «gravissimo e moralmente inaccettabile» un «uso strumentale dell’emergenza che serve solo a colpire, ancora una volta, un’opera strategica destinata a incidere positivamente sull’economia, sull’occupazione e sull’apertura della Sicilia al mondo».

Casomai, a giudizio di Uggè, il governo dovrebbe replicare il modello di intervento utilizzato a L’Aquila «con risposte rapide e concrete». Agiungendo poi: «Se i fatti dicono che a Niscemi non sono mai stati realizzati interventi strutturali, tanto da rendere oggi necessaria un’indagine amministrativa su omissioni e ritardi, è paradossale sostenere che i problemi derivino dai finanziamenti al Ponte, quando per decenni su quei territori non si è intervenuti affatto». Al contrario, per Uggè «proprio per non compromettere la possibilità di creare condizioni durature di sviluppo, crescita dell’economia e miglioramento del tenore di vita delle popolazioni di Sicilia e Calabria, il Ponte sullo Stretto deve essere realizzato». Si tratta – rincara – di «un’infrastruttura di rilevanza europea che non può essere sacrificata sull’altare della demagogia».

Il leader dell’autotrasporto sottolinea che «emergenza e sviluppo non sono alternative: il Ponte significa lavoro, integrazione logistica, competitività e crescita strutturale del Mezzogiorno». Tradotto: «Le risorse possono e devono essere trovate, senza alimentare false contrapposizioni».

Pubblicato il
29 Gennaio 2026

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