«Autorità Portuali, quanto ritardo nelle nomine dei revisori dei conti (solo ora in extremis)»
Nel mirino anche il toto-nomi per i segretari generali soprattutto a Livorno e Venezia

Giulia Pastorella parlamentare di Azione
ROMA. «Fino a ieri sera almeno 9 Autorità di Sistema Portuale risultavano prive del collegio dei revisori dei conti, organi essenziali per la governance degli enti, i cui mandati erano scaduti da mesi. Oggi, durante il “question time” in commissione trasporti alla Camera, il viceministro Edoardo Rixi ci ha riferito che i decreti di nomina dei Collegi dei revisori sono stati finalmente firmati dal ministro Matteo Salvini, proprio questa mattina e sarebbero in via di trasmissione agli enti competenti». A sottolinearlo è Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione, commentando la risposta del viceministro Edoardo Rixi alla interrogazione sulla nomina dei revisori dei conti delle istituzioni portuali che governano le banchine del Paese.
Questa nomina è «sicuramente una notizia positiva» ma, a giudizio della parlamentare dell’area Calenda, «non si può nascondere che queste nomine sono arrivate in grande ritardo: nel frattempo le Autorità per mesi non sono state pienamente operative», sottolinea dicendo di voler «credere che la nostra interrogazione abbia contribuito ad accelerare il ministero».
Ma Pastorella non molla la presa e va all’attacco sul fronte della nomina dei segretari generali delle Autorità di Sistema: «Ci chiediamo se non sarebbe stato più corretto garantire prima la completezza della governance delle Autorità e poi proseguire alle nomine secondarie. A maggior ragione se, come riportato, alcuni dei nomi circolati sembrerebbero di figure prive di esperienza nel settore portuale, in particolare per Venezia e Livorno». A ciò si aggiunga che, secondo l’esponente filo-Calenda, resta il dubbio che «la riforma del sistema portuale in via di definizione stia contribuendo a rallentare le scelte necessarie per rendere davvero operative le Autorità di sistema portuale». Lo dice ribadendo che «è vero che sul piano formale i percorsi sono distinti, ma è evidente che, se si prospetta di modificare in profondità l’assetto nazionale dei porti, le ricadute su competenze e funzioni delle Autorità di Sistema Portuale rendono le due partite politicamente intrecciate: su questo il ministro Salvini deve fare chiarezza».











