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ENERGIA

Il rigassificatore al largo di Ravenna sarà protetto da una diga frangiflutti

L’Authority annuncia: è stato varato il primo cassone prefabbricato

Il varo del primo cassone per la realizzazione della diga a protezione del rigassificatore al largo di Ravenna

RAVENNA. L’impianto di rigassificazione offshore localizzato al largo della costa di Ravenna avrà una diga frangiflutti a protezione: è stato varato il primo dei cassoni cellulari prefabbricati che costituiranno il corpo della diga. A darne notizia è l’Authority ravennate segnalando che «il cassone è stato realizzato nell’area di cantiere in penisola Trattaroli, con l’impiego del bacino galleggiante Kugira II». Completate le lavorazioni, quest’ultimo – viene fatto rilevare – è stato «parzialmente affondato, fino al raggiungimento della quota idonea, per consentire il galleggiamento del cassone e la sua conseguente fuoriuscita».

Dal quartier generale dell’istituzione portuale si puntualizza che la diga sarà «lunga 880 metri e larga 22, e sorgerà ad oltre 8 chilometri dalla linea di costa». Stiamo parlando di «un’opera da 200 milioni di euro» che sarà «realizzata dal raggruppamento di imprese, con capogruppo/mandataria Rcm Costruzioni (che ha realizzato anche lo stesso terminal Trattaroli, nell’ambito dei lavori del Ravenna Port Hub) con gli spagnoli di Acciona come mandanti».

È da aggiungere che le operazioni di varo hanno visto l’impiego di tutti i servizi tecnico-nautici del porto di Ravenna: piloti, rimorchiatori ed ormeggiatori hanno svolte le proprie attività  secondo le direttive impartite dalla locale Capitaneria di Porto. Al termine delle operazioni – viene messo in rilievo – «il cassone, con l’impiego di due rimorchiatori, è stato ormeggiato lungo la banchina Trattaroli Est, in attesa di essere successivamente trasportato fino alla destinazione definitiva, a protezione del rigassificatore, al largo della costa ravennate, dove sarà affondato e zavorrato».

Pubblicato il
21 Febbraio 2026

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