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NAVIGAZIONE AUTONOMA

“Gaia Blu”, l’ammiraglia della flotta Cnr: una rotta nuova per il trasporto via mare

Il porto di Livorno segna una tappa fondamentale per il trasporto marittimo hi-tech italiano. Con l’arrivo della “Gaia Blu”, l’ammiraglia della flotta di ricerca del Cnr, l’Italia schiera ufficialmente la sua prima “piattaforma tecnologica galleggiante” dedicata allo sviluppo dei “Mass” (Maritime Autonomous Surface Ships).

L’operazione non è solo un test accademico, ma un asset strategico per il cluster marittimo nazionale, inserendosi nel solco del progetto “Peace” (ProgressivE Autonomous researCh vessel Evolution).

A bordo della “Gaia Blu”, una squadra congiunta del Cnr (Istituto di Ingegneria del Mare) e del Cnit (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le

Telecomunicazioni) sta implementando un’architettura digitale di nuova generazione. Gli obiettivi del “trial” riguardano tre pilastri fondamentali per l’industria 4.0 del mare:

  • Test di sistemi di comunicazione a bassa latenza per il controllo remoto costante
  • Sviluppo di algoritmi decisionali capaci di gestire la navigazione in scenari complessi.
  • Integrazione di moduli di intelligenza artificiale per l’analisi predittiva e l’evitamento delle collisioni.

Il tempismo della “Gaia Blu” è tutt’altro che casuale. L’attività di ricerca è finalizzata a supportare la “Experience-Building Phase” (Ebp) dell’International Maritime Organization (Imo).

«Siamo in una fase cruciale», spiegano gli esperti del settore. «Nl prossimo mese di maggio è prevista l’approvazione della versione volontaria del codice “Mass” durante il Maritime Safety Committee. L’obiettivo è arrivare al 1° gennaio 2032, data in cui la normativa sulla navigazione autonoma dovrebbe diventare obbligatoria».

Uno degli elementi distintivi dell’iniziativa italiana è il coinvolgimento diretto della Guardia Costiera. La sfida della navigazione autonoma, infatti, non è solo tecnologica ma soprattutto regolatoria. La collaborazione tra scienziati e autorità marittima mira a:

  • Validare gli standard di sicurezza (Safety & Security).
  • Definire le responsabilità legali nelle operazioni “unmanned”, cioè senza equipaggio
  • Contribuire alla creazione di un framework normativo internazionale che veda l’Italia come protagonista e non come semplice spettatrice.

Per l’industria del trasporto marittimo, la navigazione autonoma promette un incremento dell’efficienza operativa e una riduzione dell’errore umano, responsabile di circa il 75-96% degli incidenti in mare. La “Gaia Blu”, nel cuore del Tirreno, sta tracciando la rotta per le navi da carico del futuro.

Angelo Roma

(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a oco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)

Pubblicato il
7 Aprile 2026
di ANGELO ROMA

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