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AIUTO LOGISTICO

Brt al fianco di Medici Senza Frontiere nella regione di Afar (Etiopia)

Con le cliniche mobili si raggiungono comunità che sarebbero senza cure

Intervento di Medici Senza Frontiere in uno dei villaggi più lontani

BOLOGNA. Collaborando con Medici Senza Frontiere (Msf) a sostegno del progetto di cliniche mobili nella regione di Afar, in Etiopia, Brt rafforza il proprio impegno nella responsabilità sociale d’impresa. Stiamo parlando del principale operatore del trasporto espresso (dal 2017 entrato in Geopost) presente nel nostro Paese, che può contare su una rete capillare costituita sul territorio italiano da oltre 200 filiali, 40 “hub parcel”, 13 poli di messaggerie, 10 impianti di logistica, oltre 11.700 punti di ritiro e spedizione Brt-fermopoint.

L’iniziativa solidaristica afferma una visione che fa della logistica non solo una leva economica bensì una «infrastruttura essenziale per garantire accesso, continuità e resilienza anche in contesti ad alta complessità umanitaria».

Intervento di Medici Senza Frontiere per curare un bambino piccolo

Il contributo di Brt – viene fatto rilevare – è finalizzato al rafforzamento della logistica sanitaria delle cliniche mobili di Msf, unità progettate per operare in aree caratterizzate da marginalità geografica, fragilità infrastrutturale e accesso estremamente limitato ai servizi di base». Grazie all’impiego di mezzi e soluzioni operative flessibili, con le cliniche mobili si raggiungono «comunità altrimenti escluse dall’assistenza sanitaria primaria, in particolare nei programmi di prevenzione, assistenza materno-infantile e cura delle patologie più diffuse».

Presentando l’iniziativa, viene spiegato che la regione di Afar rappresenta «uno dei contesti più complessi del Corno d’Africa»: sotto il segno di un mix fra «crisi climatiche, insicurezza alimentare e instabilità socio‑economica». In queste condizioni – viene ribadito – la capacità di portare servizi sanitari direttamente sul territorio diventa «un fattore determinante per la continuità delle cure e la tutela della salute pubblica». Basti dire che i dati di Msf  indicano che i tassi di malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni sono a «livelli critici (26%)» e l’accesso alle strutture sanitarie rimane «fortemente limitato».

La collaborazione tra Brt e Msf nasce anche da una consapevolezza: «L’efficacia di un intervento umanitario dipende anche dalla solidità delle infrastrutture logistiche che lo rendono possibile», viene sottolineato e il supporto di Brt serve a garantire «operatività, tempestività e continuità agli interventi sanitari nelle aree più difficili da raggiungere».

Eleonora Sales, manager di Brt settore comuncazione

Queste le parole di Eleonora Sales, manager di Brt: «Operare ogni giorno al centro dei flussi logistici ci insegna che la distanza non è solo una variabile geografica, ma una condizione che può determinare inclusione o esclusione». Aggiungendo poi: «Il sostegno alle cliniche mobili di Medici Senza Frontiere riflette una visione comune della logistica come infrastruttura essenziale, capace di collegare risorse e bisogni e di rendere concreto l’accesso alle cure in contesti dove questo diritto non può essere dato per scontato».

Così il commento di Laura Perrotta, direttrice del settore fundraising di Medici Senza Frontiere Italia: «Le cliniche mobili sono uno strumento essenziale per raggiungere popolazioni che vivono al di fuori dei sistemi sanitari tradizionali. Collaborazioni come quella con Brt contribuiscono a garantire continuità operativa e a rendere sostenibili, nel tempo, interventi sanitari in contesti estremamente complessi».

Pubblicato il
15 Aprile 2026

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