I più illustri studiosi di neuroetica in conclave con Scuola Imt a Lucca
Convegno in contemporanea con Stanford e con il Sudafrica

Scuola Imt di Lucca
LUCCA. La filosofa statunitense Adina Roskies la questione la inquadrerebbe così: «La neuroetica comprende non solo l’etica delle neuroscienze ma anche le neuroscienze dell’etica, e questo la rende unica nel panorama delle varie sezioni della bioetica». Non è un gioco di parole ma il terreno complicato sul quale si muovono le riflessioni degli specialisti in neuroetica: i massimi esperti in questo campo sono presenti in questi giorni a Lucca per un convegno alla Scuola Imt Alti Studi, nel complesso di San Francesco. Faccia a faccia non solo gli esperti della Società Italiana di Neuroetica ma anche quelli della International Society of Neuroethics.
Vale la pena di aggiungere che Lucca è «l’epicentro europeo» – così lo definiscono gli organizzatori – del più importante convegno mondiale dedicato alla neuroetica: lo è mentre in contemporanea qualcosa del genere si svolge a Stanford (negli Usa) e a Stellenbosch (in Sudafrica). Tre poli di quel giovane campo disciplinare nato dallo sviluppo delle neuroscienze cognitive, oltre che dalle loro potenziali ricadute teoretiche e pratiche, a livello etico, legale, sociale e politico.
Nel corso del convegno ricevono la “medaglia Sine” per la filosofia Thomas Metzinger (Gutenberg University Germany) e quella per le neuroscienze Uta e Chris Frith (University College London): si tratta di premi che sono assegnati tutti gli anni durante la “conferenza scientifica internazionale di neuroetica” per acclarati meriti accademici e scientifici.
Queste le parole di Pietro Pietrini, direttore del Molecular Mind Laboratory della Scuola Imt e presidente del congresso insieme a Silvia Pellegrini (Università di Pisa): «Questo convegno rappresenta il più importante momento di incontro della comunità italiana degli studiosi e di esponenti della comunità internazionale in questo campo. Esperti di neuroscienze, logica, filosofia e altre discipline affini si incontreranno per un confronto all’insegna della multi e interdisciplinarità, come nello spirito della Scuola Imt».
Ecco la dichiarazione di Silvia Pellegrini, che su questi temi dirige il “programma di biochimica clinica specialistica” presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. «I progressi della biologia molecolare e della genetica nelle ultime decadi hanno permesso di comprendere sempre più l’intricato rapporto tra natura e ambiente nello sviluppo della personalità e del comportamento umano, con implicazioni importanti non solo per la clinica, ma anche per l’etica e la giurisprudenza».











