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FIAMME GIALLE E DOGANE

Nel container non c’erano solo mobili: sequestrati 65 chili di cocaina

Come si è arrivati al blitz nel porto di La Spezia contro il narcotraffico

Blitz antidroga nel porto di La Spezia, la cocaina era nascosta in un container di mobili

LA SPEZIA. A far scattare qualche dubbio è stato il fatto che quel container di mobili e arredi per la casa in legno pregiato avesse come destinazione, al di fuori del territorio spezzino, qualcuno che non c’entrava niente con quel tipo di merce. Non solo: anche la provenienza del carico faceva balenare l’idea che la cosa non fosse poi così chiara. I sospetti si sono rivelati giusti e il personale dell’Agenzia Dogane Monopoli (Adm) in tandem con i militari del comando provinciale spezzino della Guardia di Finanza hanno scovato oltre 65 chili di cocaina purissima suddivisa in 56 panetti.

Il nuovo sequestro arriva a pochissimi giorni dall’operazione che ha visto le Fiamme Gialle sequestrare a Terracina 30 chili di stupefacenti e soprattutto a neanche tre settimane dal triplice blitz, sempre insieme ai doganieri, che ha consentito di mettere le mani su oltre 4 quintali di cocaina nel porto di Gioia Tauro. Con tre distinte operazioni: l’una, bloccando un carico di legname proveniente dal Nord America e destinato in Medio Oriente; l’altra, scoprendo un barchino-appoggio per esfiltrare la merce dall’area portuale; la terza in un vano delle prese a mare scoperto con l’ispezione della chiglia da parte dei sommozzatori dei Reparti Operativi Aeronavali di Vibo Valentia e di Palermo della Guardia di finanza.

Ma torniamo all’ultimo colpo della lotta al traffico di cocaina: il caso di La Spezia. In realtà, c’è voluto del bello e del buono per trovare la droga nascosta: i narcotrafficanti ce l’avevano fatta a dribblare gli “occhi” dell’analisi. Si è passati all’ispezione con il cane antidroga, ma quel che si è rivelato più utile di tutto è stata l’esperienza di chi è abituato a entrare nella testa di chi ha il compito di curare la spedizione della sostanza stupefacente. Passando uno per uno gli oggetti nel container ci si è accorti che, sul fondo di una cassettiera in legno, una struttura in ferro anomala rispetto alla fattura del mobile.

La cassettiera contenente la cocaina

È stata smontata e all’interno ha rivelato la presenza di due contenitori sigillati in ferro e rivestiti in piombo: li hanno tagliati con una smerigliatrice angolare e sono saltati fuori i 56 panetti di cocaina. Li avevano immersi in una polvere speziata.

L’uno e l’altro sono due accorgimenti che i narcotrafficanti usano per fare lo slalom nell’apparato dei controlli anti-droga:

  • la schermatura in piombo serve a nascondere il carico alla rilevazione degli scanner
  • l’utilizzo della polvere ad alto contenuto di spezie mira a ingannare il fiuto dei cani anti-droga.

Lo stupefacente è sotto sequestro ed è stato messo a disposizione della Procura spezzina così da proseguire le indagini e individuare i responsabili.

Pubblicato il
17 Aprile 2026

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