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INDUSTRIA CHIMICA

Ineos Rosignano: a confronto in Regione l’azienda, i sindacati e le istituzioni

Dopo l’annuncio-sorpresa della vendita dell’impianto Inovyn. Cosa ha fatto a Volterra il gruppo acquirente

L’interno dello stabilimento Ineos Inovyn a Rosignano

FIRENZE. A distanza di pochi giorni dall’annuncio a sorpresa relativo all’acquisto da parte di Esseco Industrial dello stabilimento Inovyn, il caso della capogruppo Ineos torna sotto i riflettori della Regione Toscana: riguardo a questa parte del polo chimico di Rosignano Solvay è stata convocata per il prossimo 7 maggio a Firenze una nuova riunione del tavolo dedicato alla questione relativa a Ineos. Viene annunciato che all’incontro parteciperanno le istituzioni, le organizzazioni sindacali e l’azienda. Con quale fine? Fare il punto sulla situazione dell’azienda e sulle sue prospettive. Vale la pena di ricordare che la Ineos è una azienda chimica (produce principalmente polietilene ad alta densità): con i suoi 400 addetti diretti – ma si arriva a 600 incluso l’indotto – rappresenta «un presidio industriale fondamentale per la Toscana e non solo», com’è stato ribadito da Firenze dando notizia della riunione.

All’ordine del giorno dell’incontro c’è pure la possibile vendita di una società del gruppo Ineos, Ineos Inovyn, anch’essa operativa a Rosignano, a un gruppo chimico novarese Esseco Industrial e le sue ripercussioni sulla Ineos e sull’assetto del comparto chimico a Rosignano. “Possibile”, perché per adesso è stato siglato l’accordo fra i due gruppi, e adesso per la chiusura definitiva delle trattative si attende le indispensabili autorizzazioni com’è d’uso.

Dal quartier generale della Regione Toscana, sulla vicenda interviene Valerio Fabiani, consigliere del “governatore” Eugenio Giani per le crisi aziendali. «Abbiamo deciso, di concerto con il ministero, di riconvocare il tavolo regionale con l’obiettivo di trovare forme e strumenti per consolidare la presenza di questa realtà sul territorio e anche al fine di monitorare un passaggio delicato come potrebbe essere l’acquisizione di Ineos Inovyn. Vogliamo affrontare le criticità anche cercando di  sostenere i progetti dell’azienda, al fine di difendere e rafforzare la continuità produttiva e tutelare i posti di lavoro».

Occorre tener presente che il tavolo di confronto era stato inaugurato due mesi fa «alla luce di una situazione del gruppo che detiene la proprietà che necessitava  un’attività di monitoraggio». A Firenze usano questo cauteloso giro di parole per ricordare che il numero uno di Ineos, l’ingegnere-magnate Jim Ratcliff, era andato all’attacco già mesi e mesi fa parlando di una industria chimica europea a un passo dal baratro e segnalando il susseguirsi di chiusure di fabbriche. Nessun annuncio specifico, ma un clima da far rizzare i capelli in testa a migliaia e migliaia di lavoratori.

A seguito di quell’incontro – viene sottolineato – era stata aperta anche una verifica tecnica, di concerto col ministero delle imprese e del made in Italy e con Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa): come trovare «strumenti pubblici capaci di favorire nuovi investimenti e di consolidare la presenza di questa realtà sul territorio». Proprio mercoledì scorso – quasi nelle stesse ore, cioè appena più tardi, dell’annuncio di Esseco e Ineos Inovyn – c’era stato un incontro tecnico al ministero, presente anche Invitalia: gli esiti di quell’approfondimento saranno tra i temi in discussione il 7 maggio.

Quanto a un primo identikit dell’acquirente, ripeschiamo una parte di quanto abbiamo riferito pochi giorni fa in occasione dell’annuncio dell’accordo di compravendita:

Adesso è apparso sulla scena Esseco Industrial: non è un soggetto sconosciuto sul palcoscenico dell’industria chimica toscana. La “Gazzetta Marittima” ne aveva parlato per segnalare che il progetto di ottenere carbonato di potassio mediante cattura della CO2 (sviluppato nello stabilimento di Saline di Volterra) dalla propria controllata Altair Chemical era stato premiato nello scorso autunno da Federchimica, così come pochi mesi prima era emerso alla ribalta delle cronache l’innovazione come primo esempio concreto di trasporto elettrico in Italia relativo a prodotti industriali chimici. Il numero uno Francesco Nulli segnala che «operazioni come questa sono fondamentali per rafforzare la nostra scala industriale e continuare a competere in uno scenario dominato da operatori di dimensioni globali». Nulli sottolinea che «continuiamo a investire in Italia e nei territori in cui operiamo, consolidando la nostra presenza produttiva, riducendo la dipendenza dalle importazioni e ottimizzando organizzazione, servizio e qualità produttiva per allinearci ai più elevati standard di mercato».

L’acquirente Esseco Industrial presenta il proprio identikit come «holding industriale di Esseco Group, gruppo industriale italiano giunto alla quarta generazione e con una storia ultracentenaria». È presente in dieci Paesi con 8 stabilimenti produttivi, tra cui quelli di cloro-alcali a Pieve Vergonte (Piemonte) e Saline di Volterra (Toscana): Esseco Industrial impiega circa 725 dipendenti e serve 2.500 clienti offrendo prodotti e servizi per l’industria chimica organica e inorganica, specializzata in zolfo derivati e cloro-alcali.

E questo invece è il link a quell’articolo in forma completa per chi volesse leggerlo: www.lagazzettamarittima.it/2026/04/21/ineos-vende-la-fabbrica-inovyn-di-rosignano-ecco-lidentikit-di-chi-lha-comprato/

Valerio Fabiani, consigliere del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per quanto riguarda le crisi aziendali e i problemi del lavoro

Pubblicato il
25 Aprile 2026

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