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FORMAZIONE

Portuali a lezione di futuro col progetto Erasmus+ coordinato da Livorno

Nuovo identikit fra realtà estesa, intelligenza artificiale e cybersicurezza

Foto di gruppo per i partecipanti al programma di formazione del progetto Erasmus della portualità

LIVORNO. Un programma di formazione che, coordinato dall’Authority livornese e co-finanziato dall’Unione Europea, punta a «forgiare una nuova classe dirigente e tecnica per la comunità portuale-logistico, capace di governare la transizione energetica e digitale in contesti operativi complessi». È il progetto  che tra fine aprile e inizio maggio sull’asse dell’innovazione marittima ha unito l’Italia e la Grecia nel nome di un progetto europeo della serie “Erasmus+” fino al 2027 attraverso programmi di realtà aumentata.

Secondo quanto sottolineato da Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale labronica, la prima parte della mobilità ha riunito a Livorno 21 professionisti provenienti dagli scali strategici di Livorno, Valencia, Pireo, Venezia e Genova. Il percorso si è focalizzato su due profili manageriali chiave: quella del responsabile della transizione energetica e ambientale («con uno sguardo attento sulla progettazione delle politiche di monitoraggio delle performance ambientali dei porti») e quella di “planning area manager” («con l’accento posto sull’uso di tecnologie di frontiera come i Terminal Operating System, l’intelligenza artificiale e i digital twin per ottimizzare la gestione di banchine e piazzali»).

Le lezioni teoriche sono state accompagnate da un fitto calendario di visite sul campo. Nel corso della tappa italiana, i professionisti hanno analizzato i processi dei terminal livornesi Sdt, Porto di Livorno 2000, Cilp e Tdt, insieme al polo Inter Repairs Nord (Interporto Vespucci). In territorio ellenico, l’addestramento è proseguito nei terminal passeggeri, ro-ro e merci gestiti dalla Piraeus Port Authority e presso il Piraeus Container Terminal del gruppo Cosco.

I risultati della mobilità a Livorno e al Pireo – viene sottolineato – consolidano il percorso verso «una comunità portuale professionale europea preparata ad affrontare le sfide della decarbonizzazione, della digitalizzazione e della resilienza operativa». La prossima tappa del progetto è prevista presso il porto di Rotterdam nell’ultima settimana di giugno 2026.

Il viaggio dell’innovazione – viene fatto rilevare – è proseguito subito dopo in Grecia, al Pireo, dove dal 4 all’8 maggio si è svolta la quarta mobilità del progetto. Questa volta l’iniziativa ha coinvolto 14 professionisti dei porti partner, spostando i riflettori sulla prima linea operativa delle banchine attraverso altri due profili specialistici: quella degli “operations technician” (tecnici formati per organizzare al meglio i flussi operativi tra banchina, piazzale e ferrovia) e quella degli “equipment operators”  (operatori focalizzati sul miglioramento della sicurezza tramite l’utilizzo di mezzi di nuova generazione semi-automatizzati e guidati da remoto).

Dal quartier generale dell’ente portuale livornese si mette l’accento sul fatto che «entrambe le iniziative hanno previsto un importante confronto sul campo»: a fare la differenza in entrambi i casi è stato l’approccio pratico. I partecipanti hanno testato soluzioni di formazione immersiva attraverso sessioni XR/VR (realtà estesa e virtuale), senza dimenticare lo sviluppo di soft skill come la leadership in situazioni di crisi.

Pubblicato il
13 Maggio 2026

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