Saline di Trapani sito Unesco, nuova ipotesi senza il porto
L’ente camerale media dopo i dubbi di Authority, operatori e lavoratori

Trapani il porto e la città
PALERMO. È «interessante e prestigiosa» l’ipotesi di avere a Trapani il primo porto commerciale italiano inserito in un sito Unesco, ma di fronte all’idea di avanzare la candidatura delle saline di Trapani come “riserva della biosfera” l’Authority del mar di Sicilia Occidentale chiede tempo. È «una prospettiva che merita attenzione e rispetto, così come meritano piena considerazione il pregio ambientale e culturale dell’iniziativa, che nessuno mette in discussione». Attenzione, però: «A oggi non disponiamo di elementi sufficienti per comprendere se la candidatura possa comportare limitazioni sul piano operativo, infrastrutturale o autorizzativo per il porto», dice la presidente dell’istituzione portuale, Annalisa Tardino: innanzitutto, in questa fase, «la tutela dell’occupazione, dell’operatività dello scalo e delle sue prospettive di sviluppo rappresentano per noi priorità assolute».
La soluzione sembra emergere dalle parole di Pino Pace, commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani. Ha difeso il valore del progetto ma al tempo stesso lo ha ricalibrato proponendo l’esclusione del porto e della zona industriale dall’area interessata dalla candidatura. L’ipotesi è emersa nel confronto che si è tenuto a Palermo nel quartier generale dell’istituzione portuale proprio per valutare la candidatura delle Saline di Trapani agli occhi dell’Unesco e, insieme, approfondirne «le possibili ricadute del progetto sul territorio, sul porto e sulle attività produttive dell’area», com’è stato ribadito.
Pace ricorda che da parte del comitato promotore («anche grazie al supporto del ministero dell’ambiente») è stato chiarito più volte che l’eventuale riconoscimento come “riserva della biosfera” «non introdurrebbe nuovi vincoli, ma rappresenterebbe invece una grande opportunità per il territorio». Comunque, siccome il triplice obiettivo è far andare avanti la candidatura ma riuscirci in «un clima di condivisione» e farcela a sbloccare «l’attuale fase di stallo», sottoporrà la proposta di una nuova perimetrazione al comitato promotore, che è «già convocato per martedì 19 maggio».
Il progetto delle “Saline di Sicilia” come “riserva della biosfera” per Pace deve andare avanti perché «nell’interesse del territorio» ma occorre farlo costruendo «un percorso il più possibile condiviso». Dunque, ben venga una soluzione che metta insieme il fatto che la comunità maritttimo-portuale abbia ribadito l’importanza della candidatura e, allo stesso tempo, l’abbia fatto «esprimendo però alcune preoccupazioni legate a eventuali nuovi vincoli sul porto e sull’area industriale».
Anche Gaspare Panfalone, presidente di Assiterminal e alla guida della Riccardo Sanges&C., sembra su questa lunghezza d’onda: «Non possiamo ignorare l’appello chiaro arrivato dai lavoratori del porto, che hanno espresso con grande responsabilità la loro preoccupazione per il futuro dello scalo e delle proprie famiglie». A tal riguardo, valuta molto positivamente sia il clima di confronto istituzionale sia la proposta avanzata dal presidente della Camera di Commercio di Trapani, Pino Pace, di ridisegnare i confini del sito “Mab Unesco” escludendo l’area portuale e industriale, così come ho apprezzato il modo equilibrato e attento con cui la presidente dell’Authority ha gestito il confronto». Aggiungendo poi: «È importante chiarire che il porto non è soltanto banchine, ma un intero ecosistema produttivo che comprende aree operative, logistiche e industriali. Continueremo a vigilare con attenzione sull’operato del comitato promotore, affinché vengano tutelati il lavoro, il porto e l’economia del territorio ma, adesso, con una rinnovata fiducia».

Annalisa Tardino, presidente Authority mar di Sicilia Occidentale
La presidente dell’Authority, Annalisa Tardino, tiene a mettere l’accento sull’esigenza di «una tempistica più adeguata, che consenta approfondimenti puntuali e una valutazione equilibrate, capace di conciliare le esigenze di tutela ambientale con quelle di crescita, funzionalità e competitività del porto». La nuova ipotesi di perimetrazione? Saranno sottoposte nei prossimi giorni all’attenzione del comitato, dice Tardino: «L’obiettivo condiviso rimane quello di individuare un equilibrio sostenibile tra valorizzazione del territorio e piena salvaguardia delle attività portuali e produttive». E comunque sul porto di Trapani, tardino insiste: «La nostra progettualità non si è mai fermata e la garanzia dell’occupazione continua a rappresentare una delle nostre priorità fondamentali».











