Trasportounito dice no al blocco dei Tir dal 25 maggio per 5 giorni
«Si va in cerca dell’elemosina di Stato, noi chiediamo norme di mercato»
ROMA. Trasportounito dice no al fermo dell’autotrasporto in agenda da prima dell’alba del 25 maggio a tutto il giorno 29, per iniziativa di Unatras, il coordinamento di una costellazione di associazioni del settore. Anzi, più di un “no”: la sua è una «piena e totale contrarietà» di fronte «all’ipotesi di un fermo dell’autotrasporto che focalizzi la protesta e la rivendicazione sull’ottenimento di poche risorse economiche». Dal quartier generale di Trasportounito la definiscono «un’elemosina per affrontare l’emergenza».

Maurizio Longo
Il segretario generale Maurizio Longo si fa avanti in anticipo rispetto all’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi: «Proprio le difficoltà che stanno annientando il settore, incluse quelle derivanti dall’escalation nel prezzo del carburante, – afferma – devono trasformarsi nell’elemento deflagrante in grado di sbloccare e cambiare radicalmente il quadro normativo». Aggiungendo poi: «Le nostre azioni di protesta, compreso il fermo dei servizi sospeso nel rispetto della morte di un autotrasportatore coinvolto nel fermo – dice Longo riferendosi a quanto accaduto in occasione del blocco che Trasportounito aveva annunciato dal 20 al 25 aprile – avevano e continuano ad avere l’obiettivo di leggi che consentano alle imprese di autotrasporto di disporre di una capacità contrattuale sul mercato».
Longo va all’attacco: «Non si comprende – sostiene – come mai, con l’emergenza gasolio, debba essere lo Stato a erogare rimborsi economici, ancorché irrilevanti, anziché generare norme che consentano equilibrio fra domanda e offerta sul mercato».











