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INFRASTRUTTURE

L’interporto di Guasticce torna a macinare utili e va alla conquista del futuro

Entra Grigliatti al posto di Roma. In ballo l’idea di ampliarlo

Uno degli ingressi dell’interporto di Guasticce, a 8 chilometri dal porto di Livorno

GUASTICCE (Livorno). L’interporto livornese di Guasticce torna in utile, e non per due spiccioli: al tirar della riga del totale il bilancio ha il segno “più” per 6,27 milioni. Con una riduzione dell’esposizione nei confronti delle banche e un incremento del patrimonio netto. Beninteso, non stiamo parlando di una sistemata che riguardi le cifre dei conti quanto, forse è lecito dire,  semmai delle prospettive: a cominciare dal “trigeneratore”, dal motel e dal “truck village”, un polo sosta per camion e camionisti a neanche 10 minuti dal varco portuale (dunque facile da trasformare in cadenzamento organizzato con una “banchina lunghissima” che dalle gru sulle darsene arriva fin nella piana alle spalle.

È questo l’identikit dei conti passati al vaglio dall’assemblea dei soci di Itav, sigla che riprende la denominazione ufficiale della società livornese, cioè “Interporto toscano Amerigo Vespucci” sotto la regia della presidente Monica Bellandi e dell’amministratore delegato Raffaello Cioni. È stata l’occasione anche per formalizzare, a distanza di otto mesi dalle dimissioni del vicepresidente Angelo Roma, la nomina di un nuovo consigliere che lo rimpiazza (e potrebbe essere destinato a diventare a sua volta il nuovo numero due in seguito, nelle prossime sedute del consiglio d’amministrazione). È da ricordare che quella di Angelo Roma era una nomina in quota Authority, l’azionista numero uno della società interportuale. È stato proprio il rappresentante di Palazzo Rosciano a ringraziare pubblicamente Roma per il lavoro svolto, la dedizione e la competenza dimostrata.

Il nuovo manager è Enrico Grigliatti, torinese, settant’anni da compiere fra pochi giorni, con un curriculum contrassegnato dall’esperienza nel guidare per una dozzina di anni l’ammodernamento del sistema di controllo sui rubinetti di entrate e uscite di un gigante come Trenitalia; in precedenza aveva operato in questo stesso campo per Piaggio, Valeo e Olivetti. Nel periodo più recente: amministratore delegato della controllata di un gruppo indiano che si occupa di treni e metropolitane; infine, consulente nelle riorganizzazioni aziendali, sempre nell’arcipelago di trasporti, che si tratti di ferrovie, di aerei o di navi.

Interporto di Guasticce: la presidente Monica Bellandi e l’amministratore delegato Raffaello Cioni

Questa lunga consuetudine con le aziende ferroviarie potrebbe essere utile per far cogliere all’interporto di Guasticce lo sviluppo di una nuova fase: già, perché una volta completata la risagomatura delle gallerie appenniniche della linea ferroviaria fra Prato e Bologna, potrebbe decollare un progetto-chiave: inviare via ferrovia i semirimorchi delle “autostrade del mare”. Del resto, non è forse vero che in questo campo Livorno è il porto numero uno in Italia?

Ma per reggere un incremento del traffico via treno occorre irrobustire la struttura del terminal già esistente: prevedibilmente raddoppiandone gli spazi.

Questa è una direzione di marcia per il futuro. Ok, ma ce ne sono anche altre: ad esempio, l’ipotesi di puntare su energie “green” e a dar corpo (e territorio) a una “Hydrogen Valley”, che oltretutto nel raggio di 30-40 chilometri da qui può contare su realtà industriali di rilievo. Ma c’è un requisito preliminare: per dare spazio a nuovi affari bisogna dare spazio all’interporto.  Per quanto incredibile possa sembrare a una ventina d’anni da quando quest’area interportuale sembrava “la più grande pista di atterraggio di gabbiani esistente al mondo”, in realtà oggi è diventato uno dei polmoni produttivi della Toscana costiera in tandem con quel che al di fuori dei confini dell’interporto sta nella piana fra l’ex Cmf e il resto: praticamente esauriti i quasi 3 milioni di metri quadri, presto sia le istituzioni territoriali che la Toscana nel suo complesso dovranno decidere se allargarne i confini e pianificare i prossimi vent’anni di sviluppo.

Nel frattempo qualcosa è già andato avanti: per dirne una, il magazzino dell’Authority nel “polo del freddo”, l’affidamento di aree a realtà come Prelios e P3 per arrivare a completare di fatto tutto quel che si poteva mettere in gioco, a breve il decollo delle attività industriali high tech di BeDimensional nel campo delle nuove frontiere dei materiali…

Sulla destra: il nuovo magazzino dell’Authority nel polo del freddo all’interno del’interporto di Guasticce

Pubblicato il
24 Maggio 2026

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