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NELLA ZONA DI SIENA

Guardia di Finanza e Dogane sequestrano 105mila litri di gasolio: era fuori regola

Conteneva una parte di acqua, il rischio di infiammabilità non era conforme

Sequestro gasolio nella zona di Siena le analisi di aboratorio

SIENA. Due depositi commerciali di oli minerali e un distributore stradale nella provincia di Siena sono finiti nel mirino dell’analisi mirata di rischio effettuata dalla Guardia di Finanza in tandem con l’Agenzia Dogane e Monopoli. Sono stati eseguiti distinti sequestri d’iniziativa per complessivi 105mila litri di gasolio, successivamente convalidati dalla Procura di Siena.

I controlli di Guardia di Finanza e Dogane sui carburanti in provincia di Siena

Tutto nasce dai controlli compiuti dai militari del comando provinciale senese delle Fiamme Gialle di Siena e, coordinati dalla Direzione territoriale Toscana e Umbria, dai funzionari delle Dogane di Firenze e Siena. In base alle analisi tecniche svolte dai laboratori dell’Agenzia Dogane di Roma e Livorno e secondo l’ipotesi accusatoria, gli operatori controllati avevano in vendita gasolio destinato a camion, riscaldamento e uso agricolo che è risultato non conforme alla normativa. E questo – viene sottolineato – anche relativamente al punto di infiammabilità, che «è la temperatura minima alla quale un carburante emette vapori sufficienti per formare una miscela infiammabile con l’aria (il cosiddetto “flash point”)».

Stando alle accuse, il carburante analizzato conterrebbe, nel primo caso, «acqua in misura superiore a quella consentita e sostanze denaturanti (colorante e tracciante)» mentre, nel secondo caso, «una minore percentuale di denaturazione, la cui presenza vincola l’uso del gasolio solo all’attività agricola per la quale l’ordinamento prevede un’aliquota agevolata delle accise». Nel terzo caso, il gasolio esaminato avrebbe un «punto di infiammabilità inferiore a quello necessario per garantire la sicurezza durante lo stoccaggio, la movimentazione e l’uso del carburante da parte dei consumatori».

In virtù di questi elementi fin qui acquisiti, la Guardia di Finanza e l’Agenzia Dogane Monopoli hanno  formulato «le ipotesi di reato di frode in commercio e di sottrazione al pagamento delle accise»: per questo motivo, nei confronti dei titolari delle aziende controllate, sono scattati i provvedimenti di sequestro.

Fiamme Gialle e Dogane ricordano nel loro comunicato che questa è l’ipotesi accusatoria e che iIl procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: in nome del principio della presunzione di non colpevolezza, le responsabilità saranno «definitivamente accertata solo con la sentenza irrevocabile di condanna».

Come tengono a mettere in evidenza Fiamme Gialle e Dogane, questo riguarda il compito di tutelare sia «gli interessi finanziari nazionali ed eurounitari» sia «la sicurezza e i risparmi dei consumatori, in particolare nel momento storico in cui i prezzi del carburante sono aumentati»: è stata evitata – si ribadisce – «l’immissione in commercio di una rilevante quantità di gasolio, in evasione dell’imposta prevista sui carburanti destinati all’autotrazione, che potrebbe compromettere il funzionamento dei veicoli riforniti, esponendo così a rischio la sicurezza delle persone». Dicono da Guardia di Finanza e Agenzia Dogane Monopoli: «Contrastare la diffusione di prodotti non conformi significa contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e di un mercato corretto, nel quale gli imprenditori onesti operano in condizioni di sana concorrenza».

Pubblicato il
29 Maggio 2026

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