I porti del futuro: sostenibilità necessaria, è raggiungibile solo collaborando
Marina Cala de’ Medici: progetto oltre i confini fra Italia e Francia

Il porto turistico Marina Cala de’ Medici, a sud di Castiglioncello, nel territorio di Rosignano
ROSIGNANO (Livorno). No, oggi come oggi la sostenibilità non può più essere affrontata esclusivamente dal punto di vista tecnologico o produttivo: serve quantomeno la capacità di guardare al domani, se non al dopodomani. Ed è possibile farlo: la Toscana è leader mondiale nella costruzione di yacht al di sopra dei 30 metri, e dunque i cantieri presenti in questa zona conoscono già ora chi sono gli armatori e quali sono le imbarcazioni che entreranno in servizio nei prossimi quattro anni. È possibile, cioè, avere una visione che «anticipi i fabbisogni infrastrutturali e pianifichi servizi adeguati alle esigenze future del mercato». È riassumibile così uno degli aspetti-chiave della riflessione che è stata ospitata al Marina Cala de’ Medici, l’infrastruttura portuale turistica a sud di Castiglioncello in territorio rosignanese: una tavola rotonda che guarda al dopodomani. Lo fa già dal titolo “2035: verso una strategia di sviluppo sostenibile per i porti turistici dell’area di cooperazione”.
È una tappa essenziale del progetto “Cleanporti” finanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Francia Marittimo che arriva al 2027. Fra i partner la Provincia di Livorno, i Comuni di Olbia, Porto Torres, Savona e La Spezia oltre che, dal versante francese, l’Office de l’environnement de la Corse, la Camera di Commercio e Industria di Nizza-Costa Azzurra: questi i protagonisti di un evento di respiro internazionale pensato per promuovere l’eccellenza ambientale dei porti turistici del Mediterraneo e immaginare le mosse sotto il segno della nautica sostenibile. Sotto la luce dei riflettori, innanzitutto, l’esigenza di avere «una visione integrata dell’intera filiera, dalla progettazione e costruzione delle imbarcazioni fino alla loro gestione, utilizzo e refitting», com’è stato sottolineato.
Matteo Italo Ratti, amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici, ricorda che il porto rosignanese «fa parte del Consorzio Marine della Toscana, che raccoglie 14 porti della regione». Lo ripete mettendo l’accento sul fatto che stiamo parlando di «una realtà che vuole trasferire buone pratiche: non solo quelle sviluppate da noi ma anche quelle di altri sistemi portuali, come quelli francesi che consideriamo un esempio a cui ispirarsi».
Questa collaborazione nel consorzio toscano si basa su principi guida che «si stanno replicando anche in altre regioni»: il “contagio” si sta talmente diffondendo che «adesso stiamo lavorando alla costituzione del Consorzio Marine d’Italia», dice Ratti. L’obiettivo di queste reti operative è molteplice: a cominciare dal fatto di «avere un’organizzazione standard con protocolli comuni e raggiungere un livello competitivo su scala internazionale». Vale la pena di sottolineare un aspetto, come fa il numero uno dell’infrastruttura che fa da padrone di casa: «Lavorare insieme è essenziale anche per portare avanti un confronto continuo e proficuo con le pubbliche amministrazioni».

Alexandra Agostini, responsabile dell’Office de l’Environnement de la Corse
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alexandra Agostini, responsabile dell’Office de l’Environnement de la Corse: «In materia di sostenibilità dei porti molto abbiamo già realizzato, ma una rete transfrontaliera tra marine permette un essenziale confronto sulle buone pratiche pensando a una nautica sempre più innovativa e rispettosa dell’ambiente».
Collaborare, collaborare, collaborare: unicamente tramite la collaborazione è possibile portare avanti modelli adeguati di sostenibilità ambientale. Lo ribadisce Irene Nicotra, che a Palazzo Granducale, sede della Provincia di Livorno, ha la responsabilità del servizio pianificazione e politiche europee, facendo riferimento al Consorzio Marine della Toscana e al fatto che con esso e con Navigo l’ente locale labronico sta sviluppando il progetto “Cleanporti”. «Consideriamo le marine come asset strategici per lo sviluppo del territorio: a maggior ragione – afferma – in un territorio provinciale come il nostro che si sviluppa interamente lungo il mare: le marine sono elementi fondamentali della “blue economy” ed è quindi essenziale che siano accoglienti, sostenibili e diano occupazione». Aggiungendo poi: «Il nostro è un ruolo di governance sul territorio: sosteniamo la partecipazione ai progetti europei dei Comuni e di tutte le realtà produttive presenti nelle varie zone del territorio provinciale».
L’assessora rosignanese Susanna Masoni, che nella squadra del sindaco Marabotti si occupa di bilancio, mette in campo il proprio sostegno: «Come amministrazione comunale sosteniamo questo tipo di iniziative che consideriamo vitali: se una grande realtà come Marina Cala de’ Medici affronta tematiche così importanti ha tutto il nostro appoggio. Il progetto transfrontaliero riguarda la transizione ecologica, perciò non possiamo che essere dalla loro parte».

Matteo Italo Ratti amministratore delegato di Marina Cala de’ Medici
Il “la” alla sessione operativa dell’incontro italo-francese l’ha dato Pietro Angelini, direttore del Consorzio Navigo: innanzitutto, ricordando come «non sia più sufficiente il confronto tra le sole realtà portuali, è necessario mettere in relazione tutti gli attori della filiera: cantieri, porti, imprese di servizi, professionisti e istituzioni». L’ha messo in chiaro rimarcando che questo è l’«approccio che Navigo porta avanti da anni». In concreto: bisogna «favorire con ogni sforzo possibile il dialogo e la collaborazione tra il mondo della costruzione nautica e quello delle infrastrutture portuali».
Alla tavola rotonda hanno partecipato, oltre all’amministratore delegato del Marina Cala de’ Medici, Marco Corti (Marina di Punta Ala), Michela Fucile (yacht broker), Ilio Bastianini (Marina Arcipelago Toscano), Giorgio Casareto (Portosole), Luigi Bruzzo (Its Academy Isyl).











