Record di morti sul lavoro in provincia di Livorno: già 7 come in tutto il 2025
L’ultimo a Venturina: operaio fulminato da un malore in cantiere

Fiori sulla tomba di un operaio morto sul lavoro
CAMPIGLIA M. (Livorno). Non sono passati nemmeno dieci giorni da quando un operaio edile trentaquattrenne, certificato di nascita tunisino e casa in provincia di Lecco, è precipitato giù dal tetto di un capannone a Rosignano, ed ecco che un altro operaio di origini straniere, stavolta albanesi, 63 anni, è stato fulminato da un malore sotto gli occhi dei suoi compagni di lavoro. È accaduto a Venturina (Livorno) mentre l’uomo era «impegnato nel cantiere per la realizzazione del nuovo ponte di via Cerrini», segnala il Comune di Campiglia Marittima nello stringersi al dolore dei familiari della vittima. A quanto risulta, stava predisponendo la segnaletica stradale a servizio del cantiere.
Il lavoratore si è accasciato al suolo: immediatamente i colleghi hanno chiamato la centrale operativa del 118, che ha inviato sul posto una ambulanza della Croce Rossa di Venturina. I soccorritori si sono prodigati in un disperato tentativo di rianimarlo anche con il defibrillatore; nel frattempo l’uomo è stato caricato a bordo di un elicottero Pegaso per trasportarlo, dopo le primissime cure, al pronto soccorso dell’ospedale senese in codice rosso. Ma non c’è stato nulla da fare e il suo cuore si è fermato definitivamente.
Si è trattato di un malore anziché di un incidente come quello rosignanese, ciò non toglie che non si è arrivati ancora al giro di boa di metà anno e la provincia di Livorno è al settimo decesso di un lavoratore sul proprio luogo di lavoro. Quanto basta per proiettare la situazione livornese ai primissimi posti fra tutte le oltre cento province del Bel Paese per incidenza di infortuni mortali in rapporto al numero di occupati.
Che i morti sul lavoro siano arrivati a quota sette lo si capisce interpolando le cronache delle ultime settimane con la banca dati ufficiali dell’Inail, aggiornata fino alla fine dello scorso aprile.
Nel territorio comunale di Livorno, anzi in una limitata striscia di pochi chilometri quadrati fra Porto Mediceo e periferia nord, in poco più di un mese fra l’ultima parte di gennaio e la fine di febbraio sono morti tre lavoratori:
- un lavoratore schiacciato dal braccio di una gru all’interno di una ditta in zona Shanghai;
- un marittimo rimasto intrappolato nella sua pilotina affondata non lontano dall’imboccatura del porto;
- un operaio sessantenne stroncato da un malore mentre lavorava alla bonifica per conto dell’Authority in un’area accanto all’ex centrale Enel
Nella metà sud della provincia:
- un uomo di 60 anni muore il 25 marzo all’interno di una azienda agricola nelle campagne di Bolgheri, nell’incidente fra il proprio scooter e un mezzo da lavoro
- un giovane meccanico di 21 anni si schianta il 19 febbraio mentre prova l’auto di un cliente poco fuori Donoratico
Sempre ammesso che nelle prime settimane di maggio non sia accaduto qualcos’altro, a questa striscia di sangue sul lavoro si aggiungono i due morti più recenti:
- a Rosignano cede la copertura del capannone e un operaio di 34 anni muore cadendo su un macchinario
- a Venturina un malore stronca un operaio all’interno di un cantiere.
Non siamo neanche alla metà dell’annata e la provincia di Livorno ha raggiunto già il numero (sette) di morti sul lavoro che aveva totalizzato lo scorso anno. Eppure anche i dodici mesi del 2025 non erano stati particolarmente buoni per la salute dei lavoratori: si pensi che la provincia di Livorno era risultata, in rapporto al numero di occupati, fra le prime 24 per gravità del fenomeno. Non solo: la “maglia nera” in Toscana.

Ecco la “classifica” relativa alle province dove più elevato è il numero di morti sul lavoro rispetto al totale degli occupati: è stata stilata da Vega Engineering











